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Festival del Cinema di Roma
E occhiaperti c'è!
A Roma ieri sera è cominciato il Festival Internazionale del Film, e Occhiaperti c'è, accreditato tra i giornalisti.
Queste sono le immagini dell'inaugurazione, a presto su queste pagine per altri scatti e i primi commenti sui personaggi e sui film presentati.

inaugurazione festival


(da sinistra: Conferenza Stampa con Al Pacino, Al Pacino, Luca Barbareschi davanti ai fotografi, Valeria Marini, Al Pacino, Simona Ventura)

DIARIO

Giorno 22 ottobre. Inizia il Festival Internazionale del Film di Roma. Poco tempo fa mi è stata accettata, non si sa come, la richiesta di accredito come giornalista per occhiaperti. La giornata d'inaugurazione prevedeva la presenza nientepopodimenoche di Al Pacino.
Nel pomeriggio quindi mi reco all'Auditorium della musica (bellissimo posto). Vado a ritirare il mio accredito, con tanto di badge, tracolla ufficiale e programmi vari. Metto a posto le mie cose, sistemo la macchina fotografica digitale professionale (prestata) e comincio, per iniziare, con un giretto perlustrativo.
Dopo pochi passi "mi viene incontro" Michele Placido, sorridente e intento ad ascoltare una persona al suo fianco. "Bene" penso. Scatto qualche foto di prova, un giro in libreria, visita alla mostra fotografica sul Brasile di Pierre Verge, qualche chiacchiera qua e là e mi ritrovo a fare la fila per l'incontro coi giornalisti con AL. Un'oretta prima.. Ero là con i veri giornalisti, i cameraman, tutti belli attrezzati, che parlavano della Roma che avrebbe giocato quella stessa sera contro il Chelsea.
Finalmente cominciano a far entrare. Io ero carico come un mulo, mi riuscivano giusto giusto quei movimenti basilari di cui non puoi fare a meno. Salgo le scale, prendo le cuffie per la traduzione simultanea (era la voce di quella che si sente in TV!) ed entro. Una grande e bella sala. Mi siedo tipo in ottava fila, un discreto posto centrale, piuttosto vicino al palco dove erano posizionate le tre poltrone rosse, davanti a un grande schermo. Tutti si preparano per l'evento, e io ero un pò emozionato. Pacino è uno dei miei attori preferiti, uno dei miei idoli. E quando è entrato..bè eccolo là. Tony Montana ('Scarface'). Siluette inconfondibile. Emerge cauto da dietro il tendone sul lato del palco, avanza lentamente, ci guarda, ringrazia per l'applauso e si siede sereno e sicuro. Con lui c'erano Mario Sesti e Antonio Mondi (critici e registi cinematografici di un certo peso). Dopo qualche chiacchiera introduttiva di rito (il piacere di essere a Roma, del Festival, ecc..) vengono poste alcune domande dai giornalisti della sala, che non mi sono segnato perchè in quel momento me ne stavo sbattendo. Oltre a presentare il film inedito diretto dallo stesso Pacino ('Chinese Coffee', film indipendente basato sulla piece teatrale omonima, la sua seconda dopo 'Riccardo III'), e la retrospettiva su di lui, Alfredo James Pacino è stato invitato a Roma per ricevere il Marc'Aurelio d'Oro alla carriera, non tanto a lui quanto all'Actor's Studio. Il più grande laboratorio per la formazione al mestiere d'attore della storia, che annovera tra i suoi alunni, lo stesso Al (che oggi ne è uno dei presidenti), Brando, Dean, Newman, De Niro, Keitel e Streep, solo per citarne un paio. Ed è proprio della sua casa, della sua famiglia, l'Actor's Studio appunto, che inizia a raccontare il maestro. Ricorda il fatto che sia una scuola gratuita e che tutti possono avere la possibilità di entrare, menziona i grandi attori con cui ha lavorato (ha citato spesso Marlon Brando), il suo grande maestro, Lee Strasberg, ex direttore dello Studio, ex attore e regista teatrale e insegnate di recitazione. Su Strasberg si sofferma (inizialmente la domanda rivoltagli era su cosa cerca di insegnare agli attori più giovani, visto che spesso nei film è il mentore di qualcuno, e parlando è arrivato al suo di maestro), raccontando un aneddoto, secondo cui l'unico consiglio che gli avesse dato nella sua vita era stato: "Se vuoi diventare un grande attore devi imparare le battute". E' un consiglio che non ha mai scordato: imparare le battute talmente bene da riuscire poi a sbarazzarsene per poter successivamente fare uscire l'inconscio, abbandonarsi al personaggio. E' una persona molto spiritosa e simpatica, per cui tra battute e altri aneddoti, cominciano a fioccare le domande, incalzate da affascinanti risposte. Parla del fatto che i migliori anni della carriera di una attore siano quelli in cui si è giovani perchè si ha una carica e un'energia incredibili, di quanto sarebbe stato curioso di vedere espresso in altri film il talento di James Dean, di quando non riusciva più a ritrovare nella sua testa il personaggio di 'Quel pomeriggio di un giorno da cani', una volta che si doveva tornare sul set per rigirare alcune scene. Questo è il riassunto stringato di un ragazzo rapito da quegli occhi azzurri che faceva fatica a prestare attenzione a cosa veniva detto. Ah no ecco mi ricordo una domanda: "Secondo lei il miglior attore è allora il miglior bugiardo?". Risposta: "Credo che si reciti solo nella vita perchè l'attore dice sempre a verità". Ha in cantiere per il futuro una versione cinematografica del 'Salomè' di Oscar Wilde.
Finito il tempo a disposizione una folla si ammassa davanti al palco per chiedergli l'autografo. Così mi butto anchio. Ha fatto molti autografi (stessa cosa anche la sera durante la sfilata sul red carpet), e mentre li faceva si avvicinava sempre più a dov'ero io. Cazzo era lì a mezzo braccio. Gli vedevo le rughe e tutto quanto. Lo osservo, scatto delle foto e poi gli allungo il quaderno che sigla con un vero scarabocchio. A quel punto allungo anche la mano per stringergliela. Parlava e c'era molta gente e non se n'è accorto, così prendo coraggio e gli tocco appena la sua mano sinistra. WOW. La mia paura nel vederlo da vivo era quella che potesse..come dire...essendo un mito, vederlo lì, umano, "vecchio", non me lo farà scadere? Non è successo per fortuna. Lui rimane ancora un Dio per me.
Esce, esco. A quel punto l'attrazzione era il red carpet. Nel box fotografi non c'era più posto, così scavalco un cordone che doveva impedire il passaggio a una scala e salgo su una gradinata che sovrastava il tappeto. Riesco però a fare discrete foto solo grazie al teleobbiettivo. Prima dell'arrivo degli ospiti, dei ragazzi hanno cominciato a manifestare con cartelli e cori anche con qualche invasione, subito bloccata dagli adetti e dai carabinieri (gli studenti PACIFICI sono poi stati picchiati dai soliti caschi blu). Poi sul tappeto scivolano Luca Barbareschi, Simona Ventura, Gian Luigi Rondi, Andrea Osvart, Valeria Marini, Cecchi Gori, Mattew Modine, Adriano Giannini e altri. Gli ospiti sembravano finiti così mi dirigo verso l'entrata della sala Sinopoli, dove Al avrebbe incontrato il pubblico e dove sarebbe stato proiettato in anteprima 'Chinese Coffee'. C'era veramente molta gente..e una ritardataria: Sandra Milo (altri non li ho visti e/o riconosciuti). Mi dicono che la sala è piena e non fanno più entrare. Non me la sono presa, avevo già avuto il mio momento, era giusto lo avessero anche gli alri. Mi dispiaceva solo un pò per il film ma va bè lo scaric....guarderò poi in qualche modo.
Ottimo inizio!

p.s. Conferenze, interviste, dirette su Coming Soon (mi si vede!)
p.p.s. Durante il Festival sarà proiettato 'La lunga notte del '43' per ricordare il nostro Vancini.

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