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Aristotele
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Aug 10 2009

American writers

Il teatro di Sabbath

di Sara Gradoni

Philip Roth

Una vita sfrenata e viziosa a Manhattan in compagnia di Nikki, bellissima e travolgente attrice greca; una fallimentare vita matrimoniale con Rosie, pittrice divenuta alcolista; una sensuale amante croata di nome Drenka dall’altissima carica erotica. Tre sono le donne che accompagnano il perverso burattinaio Mikey Sabbath in un viaggio dove ricordi e fantasmi continuamente tornano a galla per trascinarlo in un vortice da dove egli non saprà più risalire. Il tormentato Sabbath, all’età di sessantaquattro anni e con l’artrosi alle dita, non è più un eroe, ma un uomo segnato dalla vita e dalle proprie debolezze. E, dopo vari tentativi falliti, non riuscirà nemmeno a compiere l’ultimo atto finale che avrebbe potuto in qualche modo riscattarlo, il suicidio: “non riusciva a morire. Come faceva a rinunciare? Ad andarsene? Tutto ciò che detestava era qui”.
Philip Roth è uno dei più grandi rappresentanti della letteratura americana contemporanea. La sua celebrità inizia con la pubblicazione del romanzo Lamento di Portnoy per giungere al suo capolavoro, Pastorale americana, del 1997.


Scritto da: Sara Gradoni

Data: 10-08-2009

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