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Berlinale 2010 - 4
Depardieu Le Grand
19 e anticipazioni della giornata del 20 febbario


depardieu
Oggi, 19 febbraio, sono stati proiettati il film danese En Famille e The Killer Inside Me di Michael Winterbottom, seguito da Mammuth di B. Delépine e G. de Kervern.
Mammuth – il titolo coincide con il soprannome del protagonista interpretato da Gérard Depardieu – racconta di un sessantenne che va in pensione, dopo un’intera vita passata al mattatoio. Non sapendo come trascorrere il tempo, Mammuth decide di partire per un viaggio on the road con la sua moto (Mammuth è il nome del modello degli anni ’70), recandosi nei vari luoghi in cui aveva lavorato in passato per riscuotere i contributi di chi si è “dimenticato” di pagare. In sella alla sua moto l’uomo parte alla ricerca di documenti e ripercorre le strade della giovinezza, accompagnato dal fantasma di una donna (l’allucinata Isabelle Adjani), il suo primo amore, morta in un incidente motociclistico.
Molto bella la fotografia sgranata, a volte cupa e a volte brillante, e la colonna sonora originale di Gaëthan Roussel. Bravissimo Depardieu che interpreta il suo personaggio, caricandolo di un’insurreale goffaggine; altrettanto brava, se non di più, Yolande Moreau che interpreta Catherine, moglie di Mammuth.
Il film racconta la nostalgia, ma anche la speranza e di voglia di ricominciare una nuova vita, lasciando che il corpo, libero, fluttui tra le onde del vento.
Nella dedica che chiude il film, viene ricordato il figlio scomparso dell’attore, Guillaume Depardieu, visto nel bellissimo Stella di Sylvie Verheyde (2008).

La giornata del 20 febbraio ospiterà presso il Berlinale Palast la pellicola di Yamada Yoji, Otouto (About Her Brother) che chiuderà la manifestazione.
La conclusione della 60° edizione della Berlinale 2010 è ormai alle porte, e sabato 20 febbraio avrà luogo la premiazione.
Vi ricordiamo, intanto, i film in concorso e fuori concorso presentati alle 60° edizione del Festival del cinema di Berlino:

PELLICOLE IN CONCORSO
A Family di Pernille Fischer Christensen (Danimarca)
A Somewhat Gentle Man di Hans Petter Moland (Norvegia)
Caterpillar di Koji Wakamatsu (Giappone)
Greenberg di Noah Baumbach (USA)
Honey di Semih Kaplanoglu (Turchia / Germania)
How I Ended This Summer di Aleksei Popogrebsky (Russia)
Howl di Rob Epstein e Jeffrey Friedman (USA)
If I Want To Whistle, I Whistle di Florin Serban (Romania / Svezia)
Jud Süß di Oskar Roehler (Germania / Austria)
The Ghost Writer di Roman Polanski (Germania / USA)
Mammuth di Benoît Delépine e Gustave de Kervern (Francia)
On the Path di Jasmila Zbanic (Bosnia-Herzegovina / Austria / Germania / Croazia)
Puzzle di Natalia Smirnoff (Argentina)
Shahada di Burhan Qurbani (Germania)
Submarino di Thomas Vinterberg (Danimarca)
A Woman, A Gun And A Hoodle Shop di Zhang Yimou (Cina)
The Hunter di Rafi Pitts (Iran / Germania)
The Killer Inside Me di Michael Winterbottom (USA)
The Robber di Benjamin Heisenberg (Austria / Germania)
Tuan Yuan di Wang Quanan (Cina)
PELLICOLE FUORI CONCORSO
Exit Through the Gift Shop di Banksy (USA / Gran Bretagna)
My Name Is Khan di Karan Johar (India)
Otouto di Yoji Yamada (Giappone)
Please Give di Nicole Holofcener (USA)
Shutter Island di Martin Scorsese (USA)
The Kids Are All Right di Lisa Cholodenko

Secondo i critici presenti nella capitale tedesca, i favoriti della Berlinale sarebbero How I ended this summer di Alexei Popogrebsky, If I want to whistle, I whistle di Florin Serban e On the path, di Jasmila Zbanic. Ultimo ma non ultimo, Roman Polanski. Molto apprezzato il suo Ghost Writer.
metropolis
Tuttavia alla manifestazione ha trionfato Metropolis, in versione integrale e restaurata, il capolavoro assoluto di Friz Lang del 1926 che, ancora oggi, sbalordisce per la modernità dell’opera e per la magnificenza delle immagini.


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