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Departures
di Takita Yojiro
Quando le note del violoncello esprimono la memoria di un'arte
Departures-affiche
Tit. originale: Okuribito (おくりびと)
Regia: Yojiro Takita
Interpreti: Masahiro Motoki, Ryoko Hirosue, Tsutomu Yamazaki, Kazuko Yoshiyuki, Takashi Sasano Kimiko Yo, Tetta Sugimoto, Toru Minegishi, Tatsuo Yamada, Yukari Tachibana, Tarô Ishida, Sanae Miyata, Ryôsuke Ohtani, Mitsuyo Hoshino, Tatsuhito Okuda
Produzione: Shochiku
Distribuzione: Tucker Film
Origine: Giappone 2008
Durata: 130 min.
Uscita nelle sale: venerdì 16 aprile 2010

Daigo (Motoki) suona il violoncello in un’orchestra di Tokyo; ma quando ques’ultima viene sciolta, Daigo perde il lavoro. Egli è pertanto costretto a rivendere il suo violoncello, costato 18 milioni di yen e che stava ancora pagando a rate. Decide di ritornare nella città natale a Sakata, situata nella regione Yamagata, assieme alla moglie (Hirosue), una ragazza solare e molto comprensiva. A Sakata il giovane deve cercare un lavoro, finché non legge sul giornale l’annuncio di una “compagnia di viaggi”. Daigo chiama per un colloquio, ma una volta giunto nella presunta agenzia di viaggi, scopre che in realtà l’annuncio alludeva a un altro tipo di viaggio (departures, appunto). Tuttavia non gli risulterà facile spiegare alla moglie e agli altri quanto sia importante, per non dire fondamentale, l’arte del tanato-esteta, la cui tradizione si sta perdendo con l’avanzare dei tempi moderni.
departures 2
L’antico e il nuovo, il sacro e il profano, sono gli opposti che da sempre contraddistinguono le grandi civiltà come quella giapponese.
La cura del nokanshi, letteralmente significa “maestro di deposizione nella bara”, è il rito della deposizione, arcana tradizione giapponese, nonché modo estremamente rispettoso per dare l’estremo saluto ai propri cari. Questa pratica parte dalla pulizia del corpo, fino al trucco sul viso e alla vestizione, intese come le ultime simboliche cure nei riguardi del defunto, il quale deve preservare, durante questo rito, la dignità che gli spetta; perciò questi gesti necessitano di perfezione e di rigore. Il mestiere del “becchino” viene qui depurato da qualsiasi pregiudizio, trasformando la deposizione nella bara di una salma in una e vera propria arte.
Dall’arte del violoncello Daigo passa all’arte della sepoltura cogliendo nel mestiere il proprio talento e prendendosi cura dei corpi che presto attraverseranno un'altra porta. La pellicola di Yojiro Takita è pura poesia. Il violoncello addolcisce con le sue note le paure dell’umanità e riporta Daigo indietro nel tempo alla ricerca di un padre assente.
Departures non è un film macabro, ma è un film filosofico. La morte fa parte della vita ed essa non è che un altro viaggio.
Nel gioco di parole e di significati metaforici che Daigo legge nell’annuncio è racchiuso il segreto del film: “la morte è un commiato, più che un semplice passaggio in un mondo altro e sconosciuto” (N. Dose).
Departures è un film intenso, emozionante, ma mai patetico. Dignità e rispetto non solo nei confronti dei defunti, ma anche nei confronti del tanato-esteta in quanto artista.
Molto belle le musiche di Joe Hisaishi (pseudonimo di Mamoru Fujisawa), meglio noto per il suo sodalizio con il maestro dell’anime Miyazaki.
doris cardinali
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