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Porco Rosso
Miyazaki Hayao
In sala dal 12 novembre 2010


Tra le imperdibili pellicole del Maestro Miyazaki non poteva mancare Porco Rosso, distribuito in Italia dalla Lucky Red con ben 18 anni di ritardo, che uscirà il 12 novembre 2010 in sala.
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Tit. originale: Kurenai no buta (紅の豚)
Regia: Miyazaki Hayao
Produzione: Toshio Zusuki per Studio Ghibli
Distribuzione: Lucky Red
Origine: Giappone/Francia, 1992
Uscita nelle sale: 12 novembre 2010

Marco Pagot è un abile pilota dell’aviazione militare italiana che, in seguito a un incidente, si salva miracolosamente, assumendo l’aspetto di un maiale antropomorfo. In questo stato, il pilota si ritira sulla costa dalmata, dove viene soprannominato Porco Rosso, poiché combatte i pirati dell’aria a bordo di un idrovolante dipinta di rosso, e abbandona così l’aeronautica e Gina, la bella cantante di un night club di cui è innamorato. La pellicola narra le avventure di Porco Rosso che vola sopra i paesaggi incantevoli del nord d’Italia, tra Istria e Milano, durante il periodo fascista.
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Lo straordinario successo di Miyazaki ha consacrato l’animazione giapponese come genere degno della settima arte, purtroppo ancora poco apprezzato in Italia. L’anime produce lungometraggi rivolti soprattutto a un pubblico adulto; in effetti, la complessità delle trame può sconcertare gli occidentali, culturalmente abituati all’animazione di stampo disneyano. Per questo motivo il pubblico europeo ha spesso frainteso l’animazione giapponese, interpretata secondo i tradizionali paradigmi della cultura occidentale, la quale per lungo tempo ha ignorato lo specifico terreno intellettuale nel quale l’anime si è originato. Fortunatamente questo equivoco oggi sta lentamente venendo meno. Nulla toglie, però, che il clamoroso ritardo della notorietà di Miyazaki e della consacrazione cinematografica dell’anime in Italia è durato troppo tempo.
Figlio del modernismo giapponese, Miyazaki-san, classe 1941, nelle sue opere propone alcune problematiche che ha sviluppato durante la sua carriera artistica; la passione per l’aeronautica espressa nelle fantastiche “macchine volanti”, ad esempio, in Porco Rosso è evidente, più che in ogni altra pellicola, grazie soprattutto alla cura dei dettagli e allo studio filologico che accompagna la realizzazione di tali macchinari; la ricostruzione certosina di ambienti, oggetti e fondali è la fondamentale cifra stilistica tipica del codice dell’animazione giapponese.
Il tema del volo è un’altra costante fissa, sia che si tratti di meccanica o che si tratti di spiritualità, strettamente correlato al problema doppio e controverso del progresso tecnologico.
Miyazaki, infatti, pone l’accento sul Male che la guerra e la tecnologia perpetrano nell’ecosistema, rischiando di storpiare le umane coscienze. Tale male è denunciato dal protagonista del film, Marco (omaggio al collega e amico Marco Pagot, con cui Miyazaki aveva collaborato negli anni ’80 in Italia), il quale predilige le sembianze animali a quelle umane, come emblema di espiazione dai peccati dell’umanità. Il disgusto per la belligerante indole umana, sentimento che porta gli uomini ad annientarsi tra di loro e a scialacquare le risorse del Pianeta, si traduce, nei fatti, nell’eroica scelta di Porco Rosso di assumere le fattezze di un maiale, per sottolineare la regressione cui può pervenire l’uomo. In questo senso, il conflitto alimenta il degrado della morale umana e gli uomini regrediscono dallo stato civile allo stato naturale in cui la guerra di ogni uomo si scatena contro gli altri suoi simili; pensiero vicino a quello di Thomas Hobbes bellum omnium contra omnes, cioè “la guerra di tutti contro tutti”, in cui l’uomo è paragonato a un animale famelico, il lupo, che brama di divorare gli altri componenti del “branco” (homo homini lupus, letteralmente “l’uomo è lupo all’uomo”; cit. in Asinaria, T.M. Plauto, 212 a.C.).
Il maiale, infine, secondo la filosofia buddista, è l’incarnazione di ogni difetto umano. Pertanto la metafora che Miyazaki elabora all’interno del film tende a mettere in luce un’ottica pessimista che sottolinea l’inclinazione malvagia propria della natura umana.
Il grande merito di Miyazaki sta nel fatto di aver dato al cinema d’animazione “credibilità, spessore e autonomia, rispetto al cinema dal vivo. Una meta così ambiziosa si raggiunge attraverso l’attenzione ai dettagli, tendendo sempre alla complessità, mai alla semplificazione dei segni grafici, delle storie e delle psicologie dei personaggi” (A. Antonini).
Il genere anime, raggiunto il suo apogeo, cerca di infrangere le barriere culturali fra Occidente e Oriente, e le opere di questo autore puntano diritto al cuore degli spettatori, facendoli ridere, rendendoli consapevoli di problematiche sociali e relazionali di vario tipo, permettendo al contempo di volare su paesaggi fantastici, e di accedere ai mondi immaginari, creati dal multiforme ingegno di Miyazaki Hayao.

kikkyPer chi non conoscesse le opere del "Maestro dell'anime, si consiglia la visione di altri lungometraggi, altrettanto intensi e meravigliosi:

Lupin III - Il castello di Cagliostro (1979)

Nausicaä della Valle del Vento (1984)

Laputa: il castello nel cielo (1986)

Il mio vicino Totoro (1988)

Kiki consegne a domicilio (1989)

Principessa Mononoke (1997)

La città incantata (2001)

Il castello errante di Howl (2004)

Ponyo sulla scogliera (2008)

doris cardinali
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