La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele
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Apr 26 2011

ONCE UPON A TIME...IN ROMANIA

di Sara Gradoni

Il racconto di una giovane volontaria in Romania

C'era una volta una ragazza di nome Sara che, stanca di vivere nella solita città dove era nata, voleva viaggiare per conoscere il mondo. Un bel dì si mise in marcia dopo aver salutato tutti. Sua mamma aveva le lacrime agli occhi e suo papà scuoteva la testa perché non era d'accordo con quello che lei stava facendo. Ma Sara voleva partire e la decisione era già stata presa, per cui si avviò verso la sua nuova strada. Cammina cammina, ad un certo punto incontrò un carretto trainato da un cavallo, sul quale c'èra un buon uomo che le offrì il passaggio e, vedendo che Sara era stanca e affamata, le porse un po' di placinta cu branza e un bicchierino di palinca e un cuscino con cui riposare durante il viaggio.
Ma il carretto era scomodo e Sara, nonostante la stanchezza, voleva tenere gli occhi bene aperti per osservare il nuovo paesaggio che si stava rivelando davanti a sè. Trascorsero così parecchie ore di viaggio, mangiando e bevendo cibi squisiti che non aveva mai assaporato prima di allora. Ogni cosa ora le appariva nuova e degna di stupore. Dopo una giornata di viaggio, Sara arrivò in una città dal nome strano, qualcosa come "Mare" ma che non aveva niente a che fare con il mare vero e proprio.
Era strana anche la città. Era come divisa in due parti: una fatta di palazzi alti e brutti, figli del regime socialista, altri piccoli e carini; c'era pure il centru vechiu con la sua piazza grande e tanti ristoranti e caffé che si affacciavano su di essa.
Però c'erano tanti cani dappertutto con occhi grandi e tristi perché non avevano una casa, nè qualcuno che li amasse...e tanti bambini sporchi e zingarelli in giro da soli a chiedere elemosina e a cercare cibo dentro i bidoni della spazzatura. A vedere quello scenario, Sara non sapeva più che pensare: quella strana città che all'inizio non le era sembrata male cominciava a rivelarle il suo aspetto più triste e più crudo. Voleva quasi fuggire, tornare indietro e ripercorrere la strada verso casa, ma poi decise che era meglio resistere e non lasciarsi andare, quindi continuò a esplorare il nuovo mondo che aveva davanti. E infatti, poco dopo il suo arrivo, scoprì cose molto interessanti. Conobbe persone nuove che avevano deciso di aiutare proprio quegli zingarelli di strada che Sara aveva visto poco prima, per dare loro una casa e un po' di felicità.
Allora Sara disse loro che le sarebbe piaciuto aiutare tutti quei poveri bambini, e le risposero che, se voleva, il giorno dopo avrebbe cominciato a lavorare con loro. Così iniziò per lei una nuova vita e, giorno dopo giorno, imparò cose nuove e per questo era sempre più contenta di avere preso la decisione di viaggiare e scoprire come il mondo gira diversamente lontano da casa.

To be continued...

Scritto da: Sara Gradoni

Data: 26-04-2011

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Mi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.

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