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Sep 30 2011

Internazionale a Ferrara 2011 - Approfondimento

Scarabottolo non fa rima con scarabocchio

di Grazia Russo

La bidimensionalità del disegno al Festival di Internazionale


AULA MAGNA AFFOLLATA
“Tutto ciò che posso dire è che io cerco di disegnare disegni” così esordisce nell’Aula Magna della Facoltà di Giurisprudenza di Ferrara Guido Scarabocchio, illustratore e grafico attivo da tempo: noto ad un pubblico di addetti ai lavori, ma non solo grazie alle sue collaborazioni con la casa editrice Guanda per la quale ha curato molte copertine e le testate giornalistiche nazionali quali Il Sole 24 ore e L’internazionale solo per citarne alcune. A parlare di Scarabotto e delle sue opere, proiettate su un maxi schermo per i presenti all’incontro, è stato Goffredo Fofi direttore dello Straniero che ha definito l’artista quale persona schiva e mite, da lui stesso sottovalutato all’inizio della sua carriera. L’attenzione di tutti si è concentrata fin da subito sulle opere di quest’artista, caratterizzate dall’uso della bidimensionalità e di pochi colori piatti, senza sfumature. Opere che sembrano “appiccicate sul foglio come in un collage di immagini; disegni dove la dimensione della profondità è del tutto ignorata”.

Se anche da un occhio inesperto i disegni di Scarabotto sono subito familiari questo lo si deve agli spazi vuoti e i tratti minimali che le sue illustrazioni presentano come carattere distintivo: paesaggi con monti, alberi e qualche sparuto palazzo si accompagnano alle volte a forme umane, solitamente uomini stanchi, senza volto o ad animali immaginari che la fervida fantasia di Scarabotto ricrea. Ciò che non viene mai meno è di sicuro la leggerezza nelle sue rappresentazioni, questa “allusività legata alla volontà di osservare il mondo in modo più disincantato: la sua non è una rappresentazione realistica della realtà circostante, tanto meno metaforica – sostiene Fofi – si tratta solo di suggestione”. Obiettivo dell’autore come dice lui stesso nel corso dell’incontro è di “fare dei disegni che innestino in chi li osserva dei percorsi mentali di volta in volta diversi in base al vissuto di ciascuno”. La particolarità di Scarabotto: illustratore dalla barba bianca sta nel fatto che i suoi disegni sembrano fatti da un bambino proprio perchè mantengono la stessa fantasia e astrazione dei disegni dell’infanzia. Provare per credere: alcune opere dell’artista incentrate sul tema della pigrizia sono esposte presso la Porta degli Angeli a Ferrara fino al 09 ottobre. È bello ritrovare per qualche ora il disincanto nel disegno di quando si era bambini.

Foto di Sara Tosi.

Scritto da: Grazia Russo

Data: 30-09-2011

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Mi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.

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