La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele
Dove sei: OcchiAperti.Net > Notizie > Internazionale a Ferrara 2011: i nostri approfondimenti > Puttane o madonne? In entrambi i casi donne

Oct 04 2011

Internazionale a Ferrara 2011 - Approfondimento

Puttane o madonne? In entrambi i casi donne

di Grazia Russo

Un incontro di donne, sulle donne, per le donne al Festival


Con qualche giorno di ritardo a causa della mia necessità di dover metabolizzare l’incontro, ciò che leggerete è un breve approfondimento di quanto quattro donne sul palco del teatro comunale di Ferrara, qualche giorno fa, si sono dette nell’ambito del Festival dell’Internazionale. Loredana Lipperini La fila di gente che si presentava già ben due ore prima dell’inizio previsto del dibattito, la dice lunga su quanto la condizione della donna in questo contesto storico culturale sia una tematica che tira. Qualche maschilista dalla battuta facile potrebbe dire che“la gnocca tira sempre” e infondo a teatro si è parlato molto anche di gnocca, di sessualità, pornografia e dell’uso che se n’è fatto e se ne fa dell’immagine della donna; dunque una battuta del genere potrebbe addirittura sembrare appropriata, salvo poi ritrovarsi – il maschio italiano medio di prima – ad essere divorato dall’ira funesta non solo del pubblico, ma anche delle relatrici e si sa che le Erinni sono da sempre definite quali creature molto pericolose. Sul palco moderate dalla giornalista e scrittrice Loredana Lipperini sono intervenute Natasha Walter giornalista britannica e attivista per i diritti delle donne, autrice del romanzo “Living Dolls”, Michela Marzano filosofa italiano autrice di “Sii bella e stai zitta” e “Beatriz Preciado” filosofa spagnola autrice di “Pornotopia. Playboy: architettura e sessualità”. Qual è il senso di elencarvi tutti questi libri vi starete chiedendo, ebbene rileggete attentamente i titoli perché è proprio di questo che si è parlato. È impossibile racchiudere l’essenza di un dibattito intenso, acceso e lungo – si sono sfiorate le due ore – in un approfondimento che non stanchi e dunque è questo il modo più semplice per raccontare anche a chi non era presente in sala, quanto nelle cuffie della traduzione un pubblico attentissimo e di donne soprattutto ha ascoltato.
relatrici
Partiamo con dei dati Istat: il movimento delle donne che è esploso il 13 febbraio scorso con la manifestazione “Se non ora quando” e che era rimasto fino a quel momento sommerso per l’opinione pubblica, ma noto da tempo al mondo del web, si sta pian piano organizzando e con ottime probabilità si prepara ad imporsi sulla scena politica futura, anche perché se non saranno le donne a pensare in che modo sia necessario cambiare e migliorare le condizioni in cui si trova il genere femminile difficilmente lo faranno altri. Il 30% delle donne in Italia ha interrotto il proprio lavoro a seguito della nascita del primo figlio, l’8% è stata costretta a dimettersi per via di una gravidanza; in questo vortice a farne le spese sono sempre più le giovani, che – le statistiche lo dicono – più brave e preparate dei loro compagni maschi non vengono tutelate affatto. La maternità è vista sempre più come ostacolo al lavoro e gli incentivi alle famiglie numerose, come quelli previsti per le nostre cugine scandinave, sono considerati utopia quando non addirittura follia. A partire da questo dato ci si è chiesti durante l’incontro se non sia proprio questa la causa dello sviluppo di ragazze che scelgono di “lavorare come escort”, accedendo alle più alte cariche politiche o manageriali con metodi diversi da quelli che ci aspetterebbe.

Beatriz PreciadoSempre più queste ragazze in tutto simili fisicamente a delle bambole di plastica sono laureate e hanno dei percorsi universitari di altissimo livello, si avvicinano – secondo l’indagine condotta da Natasha Walter che poi è sfociata nel romanzo sopra citato – al mondo della prostituzione perché sono attratte dalla possibilità di avere più potere, salvo accorgersi a loro spese di quanto gli obiettivi di partenza siano lontanissimi dalla realtà dei fatti. L’identikit che sembra emergere è sempre più chiaro nel mondo femminile attuale: “puttane o madonne” sostiene Michela Marzano “è una nuovo dualismo che con gli anni ’70 era stato abbondantemente superato, grazie ad un femminismo che imponeva la pornografia non più per soddisfare il desiderio maschile, quanto invece per soddisfare quello della donna stessa. Si ha una regressione addirittura a Freud che parlando delle donne sosteneva come si dividessero in due categorie: quelle che seguivano il proprio desiderio sessuale diventando delle prostitute e le altre che invece diventavano delle madri”. Questo flagello culturale non vede ancora la parola fine e porta il movimento femminista a svilupparsi troppo spesso in modo pedagogico, con la ripetizione degli stessi concetti da anni, perché non c’è stato un passaggio di consegne tra le generazioni. Adesso che lo sapete: aprite le orecchie!

Foto di Giacomo Brini

Scritto da: Grazia Russo

Data: 04-10-2011

Condividi questa pagina:

Articoli correlati

Visite: 4337 - crediti - redattori

Login

Comune di Ferrara
Assessorato alle Politiche per i Giovani
Reg. n. 05/2004 Tribunale di Ferrara

Mi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.

Michelangelo Antonioni

Powered with CMS Priscilla by ^____^ - XHTML/CSS Design by petraplatz

feed RSS Succede in Giro

feed RSS Ultimi Articoli