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Oct 04 2011

Internazionale a Ferrara 2011 - Approfondimento

L’occupazione dell'università ai tempi di Twitter

di Federica Gasparretti

Atenei in fiamme tramite i social network

The Edukators
Reclaim your Education, reclaim your Body, reclaim your Brain”. Il cuore della protesta universitaria è proprio qui, nell’aria dell’Audimax di Vienna,tra il coro di studenti che non ne vogliono sapere di tenere la testa bassa di fronte all’aumento delle tasse e i tagli sui programmi di studio. Il Cinema Boldini attira a sé un discreto numero di giovani con il documentario The Edukators 2.0, prodotto dalla Doku Working Group & Coop99 e ottenuto dalla scrematura di novecento ore di filmato totale. L’obiettivo è quello di ripercorrere le tappe che hanno portato alla “più eccitante rivolta dopo il ‘68”, mettendo in luce mezzi, conquiste,azioni,proposte senza nascondere la difficoltà di visualizzare una soluzione tra le fazioni per porre fine all’acceso dibattito.

Partiamo dall’inizio: nell’Ottobre 2009 si assiste all’occupazione del sopracitato Audimax, la più grande Aula Magna dell’ateneo viennese per dire "no" a un’educazione che sta via via assomigliando ad un “addestramento” e per far sentire la propria voce a “chi detiene potere e finanziamenti,ma non ha a cuore l’Università, gettando il futuro del Paese nella polvere”. Il resto è pura creatività: dal lavare il plexiglass delle fermate del bus al realizzare un deserto animato da sagome di avvoltoi con i volti del Ministro dell’Istruzione Beatrix Karl; ogni passo realizzato con grande cura e organizzazione (che,aimè,fanno sorgere negli spettatori seri dubbi su una possibilità simile in qualsiasi ateneo del Belpaese). Oltre all’orchestra principale di ragazzi che discutono su ogni problematica degna di attenzione, concentrati in circa trenta gruppi di lavoro, il resto della protesta ruota attorno a tweets, flashmob , blogs e tutto ciò che può facilmente espandere il numero di persone informate in tempo reale sugli avvenimenti più recenti al riguardo.

E dopo una decisa resistenza da parte del Rettore Hans Winkler e l’esponente dell’ÖVP Johannes Hahn ad avere un dialogo con gli studenti, ecco che a sei settimane dall’occupazione scendono in campo le forze dell’ordine.“Le poliziotte austriache sono carine e sorridenti mentre sgombrano i ragazzi,un modello non proprio seguito in Italia”. Goduto il momento ironico, si ritorna a pensare che per quanto tra i 130 atenei ‘infiammati’ da questo ardore rivoluzionario ce ne fossero anche di italiani, guardando il lungometraggio sembra di assistere ad una realtà completamente diversa da quella cui siamo abituati in fatto di protesta. Non ci resta che annotare lo schema corretto da seguire nel caso un eventuale impulso propagatore di sommosse parta dalle nostre università. Comunque sia, questa proiezione di 85 minuti ha regalato una gradita vivacità nei giovani spettatori,che almeno per oggi si sentiranno la parola “occupazione” attaccata ai vestiti.

Scritto da: Federica Gasparretti

Data: 04-10-2011

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