La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele

Oct 04 2011

Internazionale a Ferrara 2011 - Approfondimento

The Edukators 2.0 e Black Block

di Grazia Russo

Due lungometraggi, un tema portante: la contestazione

università occupata a Vienna

Da un lato il grido: “L’università brucia!” degli studenti di Vienna che nell’autunno del 2009 hanno occupato l’aula magna dell’università della capitale austriaca; dall’altro “No al G8” legato alle proteste che hanno portato in piazza a Genova moltissimi giovani provenienti da tutto il mondo nel 2001, mossi da impegno e ideali politici e che si sono ritrovati a fare i conti con la risposta alla manifestazione della polizia italiana. Il primo dei due documentari è stato presentato per la prima volta a Ferrara in occasione del Festival dell’Internazionale e verrà proiettato in Mondovisioni da martedì fino a febbraio attraverso dodici città d’Italia. È un documentario in cui vengono raccolti l’entusiasmo, le proposte e la frustrazione degli studenti austriaci che grazie al web e soprattutto all’uso di social network come twitter e facebook sono riusciti a far diffondere il grido di protesta come una macchia d’olio. Da Vienna l’occupazione delle università si è propagata in tutta l’Austria e non solo, attraversando i suoi confini è arrivata ad interessare ben 130 atenei, mantenendo lo stesso spirito di squadra e le medesime rivendicazioni. È senz’altro consolante per gli studenti universitari italiani, che ogni anno con manifestazioni e cortei rivendicano un’università pubblica e qualificata, sapere che anche nel ricco nord dell’Europa, dove tutto dovrebbe funzionare meglio proprio in quanto più a nord, vi sono delle situazioni problematiche a livello universitario non molto distanti da quelle nostrane. Ai problemi che si riscontrano per via dei finanziamenti a favore del settore privato piuttosto che di quello pubblico, gli studenti di Vienna aggiungono il sistema universitario che crea una insana competizione tra studenti e dà una formazione superficiale in tempi e scadenze troppo ristretti.

Sapere però che tutto il mondo è paese lascia l’amaro in bocca comunque. Di grandissimo impatto è il finale del film che ha lasciato tutti i presenti in sala Boldini a bocca aperta; gli studenti vengono portati via dalla polizia senza far ricorso all’uso della forza o dei manganelli come se fossero dei bambini: sono semplicemente presi in braccio. manifestante blackblock Di tutt’altro tono e impatto è il documentario Black Block di Carlo A. Bachschmidt, che mette in scena il racconto delle vicende di un gruppo di attivisti politici di nazionalità differenti: Lena e Niels di Amburgo, Chabi di Zaragoza, Mina di Parigi, Dan da Londra, Michael da Nizza e Muli da Berlino - giunti a Genova nei giorni del G8. Dal loro racconto corale emerge una delle testimonianze più strazianti e terribili di quei giorni: dai cortei in strada accecati dai lacrimogeni, al blitz nella scuola Diaz fino ad arrivare alla detenzione nel carcere di Bolzaneto. Nei loro occhi si legge chiaramente ancora lo smarrimento di quei giorni, il terrore provato, l’impossibilità di accettare e spiegare tanta ferocia, la difficoltà a raccontare ciò che avevano visto e sentito quella notte. Molti di loro si portano ancora dentro il trauma di quei giorni, ma tutti sono tornati a Genova per testimoniare ai processi e riscoprire la città sotto una nuova luce. Un film che ha lasciato tutti i presenti – ancora una volta per lo più ragazzi – silenziosi e attoniti.

Scritto da: Grazia Russo

Data: 04-10-2011

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