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Jan 07 2013

IARIN MUNARI DEI FREE JAM

di Mattia Schiavi

L'intervista



Avete suonato solo funky o anche altri generi musicali?

Abbiamo iniziato suonando cover dei Lynyrd Skynyrd, Eagles e Doobie Brother, ma presto è arrivata la voglia di avvicinarsi alla tradizione funky con James Brown, The Meters, Tower of Power e Neville Brothers. In breve tempo la nostra passione per le band sopra citate si è unita alla voglia di comporre e raccontare qualcosa. Sono nate così le nostre prime composizioni, con uno stile ibrido che continua ancora oggi, di chiara matrice funky, ma con grande attenzione anche alle melodie più moderne che, in certi casi, abbracciano il pop ed il rock.


Siete sotto contratto con qualche casa discografica?

Abbiamo volutamente rifiutato alcune offerte discografiche in modo da riuscire a gestire il nostro progetto in maniera indipendente. La tecnologia moderna ci ha permesso di stringere contatti con molte realtà sia italiane che esterne. Il primo singolo, “That Light”, durante la scorsa estate, è passato in più di 2000 radio italiane. In oltre, ha raggiunto il cinquantacinquesimo posto nella “Indie Musik Like” del Mei, una classifica degli artisti indipendenti, in cui emergono grandi nomi della musica italiana come: Pino Daniele, Modà e molti altri. Siamo in onda su radio europee e d'oltreoceano, luoghi in cui riusciamo anche a vendere la nostra musica. Abbiamo ricevuto feedback ed attestati di stima da parte di diversi artisti internazionali tra cui i Tower of Power che, come ti dicevo prima, sono tra i nostri grandi riferimenti. Tutto questo grazie ad una divulgazione indipendente e senza nessun intervento di case discografiche.



Quanto tempo avete impiegato per trovarvi in armonia tra di voi nel gruppo?

Quando nel 2010 io e Davide Candini abbiamo deciso di rimettere in piedi la band, abbiamo cercato la collaborazione di musicisti con cui avevamo già avuto esperienze musicali. È nato così un grande feeling con tutti, sia con chi ha partecipato alle registrazioni, sia con chi suona con noi nei live.
Ci tengo a citarli tutti per il grande contributo che hanno dato e danno alle nostre composizioni:
nel disco: Roberto Catani al basso, Daniele Santimone ed Emanuele Zullo alle chitarre, Claudio Castellari al sax baritono, Giacomo Bertocchi al sax contralto, Thomas Sheret al sax tenore, Scott Steen alla tromba, Annalisa Vassalli ai cori;
nel live: Enrico Cipollini alla chitarra, Roberto Catani al basso, Claudio Castellari al sax baritono, Thomas Sheret al sax tenore, Daniele Giardina alla tromba, Annalisa Vassalli e Greta Bolognesi ai cori.

Un'altra cosa alla quale tengo molto è ringraziare l’AMF, il luogo in cui sono cresciuto musicalmente, quello in cui ho ricevuto i primi ed importanti insegnamenti assieme agli stimoli che ancora oggi sono vivi nella mia attività professionale.
I Free Jam, come moltissime altre band, sono nate all'interno dell’AMF. Consiglio perciò a tutti i giovani musicisti di avvicinarsi a questa meravigliosa struttura e di fruire di tutta la grande arte che vi vive dentro.


Grazie di tutto a presto!

Di niente, grazie per lo spazio che ci avete concesso.


Per saperne di più sui Free Jam potete trovare la biografia del gruppo, precedentemente caricata su questa pagina di OcchiAperti.Net; oppure andare direttamente sulla loro pagina facebook, ecco il link!

http://www.facebook.com/FreeJam?ref=ts&fref=tshttp:

Scritto da: Mattia Schiavi

Data: 07-01-2013

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