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Aristotele
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Oct 30 2007

I postromantici

di Alessandro, lo scemo CHE legge

autore Carlo Mazzoni, editore Salani 2007, euro 14,00

Carlo Mazzoni è un giovane autore milanese al suo esordio con questo primo romanzo, intitolato: I postromantici. La storia si svolge a Milano, durante l’estate del 2004. La struttura narrativa vede alla cima una grossa holding, chiaramente frutto di fantasia, che si chiama Lemar. Al di sotto di questa pesante ombra, si muovono i personaggi; tutti ragazzi di neanche trent’anni, che nient’altro sono se non i figli dei consociati alla holding. Tutti appartenenti alle famiglie più potenti dell’alta borghesia milanese. Matteo, Marco Luca e Giovanni (nomi dal vago sapore biblico), si conosco da una vita, e non passano giorno senza stare insieme. Sono più che fratelli; sono amici. Questo loro rapporto esclusivo viene comunque assorbito dall’ambiente della loro discendenza, rappresentandone la cifra in equilibri di fiducia spesso compromessa, ovvero brandita come unico baluardo di concretezza. Spregiudicati nella posa, di bellezza rara, di fulgida intelligenza, a questi quattro amici viene consegnato il futuro della holding, non senza fatica. Il loro inseguimento della felicità non prevede l’innamoramento tradizionale, o quantomeno non parallelo al sentimento neutro. Il contrappasso della loro ricchezza, dei numerosi accessi a loro offerti, si misura nell’incapacità di vivere senza prendere in considerazione il proprio cinico tornaconto. Questa, come ci dimostra il giovane autore, è l’eredità della loro inquietudine; il loro nuovo manifesto dei sentimenti: il post-romanticismo.

Il romanzo ha trovato spazio in vari dibattiti, e commercialmente viene presentato come un libro “scomodo”, che “farà tremare Milano” (fonte: Panorama). Questo accade quando Mazzoni accompagna i suoi personaggi in preziosi salotti milanesi, citando, attraverso un proprio codice di riservatezza, vari pseudonimi, corrispondenti a nomi noti della politica, finanza e spettacolo. Io personalmente ho trovato piuttosto noioso il giochino, probabilmente comprensibile solo per chi di quel mondo fa marginalmente parte. Si cita spesso la cocaina, così come corvèt sessuali in cambio di contratti di lavoro. Niente di così nuovo né originale.
Altro elemento di importante “pressure” promozionale, è lo stile veloce, periodare stile americano che l’autore usa per far dialogare i propri personaggi. Strumento decisamente troppo svelto, che salta dal controllo di chi legge. Più di una volta non si capisce chi prenda parola, e verso chi si rivolga. Tutto sommato si fa fatica a seguire il filo. I nodi veri della trama sono svelati dai personaggi, che parlano come nella vita normale nessuno parlerebbe, neppure a Milano.
E così tutto diventa troppo. Una trama altrimenti semplice e alquanto fragile, diventa un bombardamento di parole, di discorsi sul nulla. Come le vere soap opera americane, c’è chi fugge sbattendo la porta, c’è chi si sbarazza di anelli di fidanzamento (pari a un attico in centro), lanciandoli fuori dai finestrini delle mercedes nere, per puro capriccio, per annoiata insoddisfazione. C’è chi tratta i propri domestici come servi della gleba, e si bea della facoltà di poterselo permettere. In tutto questo bouquet di luoghi comuni non si intuisce quale posizione prenda chi scrive. E questo per certi versi può essere un punto a favore. Non si interviene ma si racconta. Ciò che sfugge è quale urgenza spinga l’autore verso tale contenuto.
L’ambizione era di creare un clima da fiction americana. Lodevole. Molto vendibile. Ma tentativo vano.
Si ha infatti l’impressione che si tenti di stupire chi legge in ogni pagina, non conoscendo bene i limiti. Si arriva anche all’incesto, consapevolmente scelto. E si ha la sensazione che mancassero le idee, che quindi l’autore si sia affidato al vero unico tabù della nostra società, come solo scopo quello di sorprendere.
Il sapore di questo libro mi ha ricordato in qualche tratto la morbosa tensione di un vecchio film: le relazioni pericolose. Film del quale è stato fatto un remake molto più pop diversi anni dopo: parlo di “Cruel intentios”. Fino all’ultima pagina ho tenuto in mente questo riferimento, finché lo stesso Mazzoni non lo fa citare da un suo personaggio. Credo che la mia suggestione di richiamo non fosse casuale.

In sostanza il libro non mi ha particolarmente entusiasmato. Mi aspettavo molto di più da un giovane coetaneo cosmopolita, che vive tra Milano e NYC. Pensavo che il mondo del quale volesse parlare fosse un mondo suo, nascosto, e non invece il mondo di tutti i titoli dei nostri quotidiani degli ultimi due anni. Sarà che io non amo particolarmente il generazionale. Trovo criticabile chi cerca di inguainare una generazione che si muove, che muta. Non si placca il nostro presente, e finché lo si vive sarà difficilmente credibile ogni tentativo di congelamento. I discorsi per linee di massima non hanno mai reso un libro: un “bel libro”. Mazzoni cade troppo spesso nello stereotipo.
Però. Non tutto è perso, anzi. L’autore ha una capacità immensa, che, se mai leggesse questa recensione, gli chiederei di sfruttare in futuro come meglio potrà. Gli ambienti, i profumi, i sapori, i colori, sono tutti descritti in maniera tale che emergano dalle pagine, e che si mostrino agli occhi di chi legge senza incertezza.
Sentire il profumo dei fiori di Sardegna da una pagina di questo libro è stata una sorpresa incredibile. I movimenti dei capelli delle belle di questa storia è visibile, come impresso su una pellicola. Ho la sensazione, per cui, che una sceneggiatura sarebbe stato un esperimento più interessante per questa storia. Senza ambizioni di plauso, senza che nessuna nicchia radical_chic si potesse comunque interessare. Magari un Home-video di grande distribuzione. Gadgets e stickers in edicola.
Aspetto il prossimo lavoro, curioso. Lo ammetto.
Intanto fatemi sapere cosa pensate di questo libro se lo avete già letto, o se avrete intenzione di farvi una vostra opinione. Ricordandovi della libertà che ci è concessa: quella di poterla esprimere.

Scritto da: Alessandro, lo scemo CHE legge

Data: 30-10-2007

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