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Mar 22 2005

benvenuti da Milliways!

Ristorante al termine dell’Universo, di Douglas Adams

di Alberto Amorelli

Tornano Ford e Arthur

Ristorante al termine dell'Universo L’unica morale di questa storia è che uno non dovrebbe mai scagliare la lettera Q contro un cespuglio di ligustro, ma ci sono casi in cui, purtroppo, può anche succedere. Come la maggior parte delle cose importanti della vita, questa catena di avvenimenti era del tutto ignorata da Ford Prefect e Arthur Dent, e lo era più che mai mentre i due osservavano nel bosco gli indigeni che spostavano a casaccio le loro pedine.


25 anni fa Douglas Adams scriveva il secondo libro dedicato alle surreali avventure dei suoi due eroi: il terrestre Arthur Dent e l’alieno Ford Prefect.
Il Ristorante al termine dell’Universo è il seguito del celeberrimo Guida galattica per gli autostoppisti.
Se il primo romanzo era surreale, irriverente, ricordiamo che la Terra viene distrutta nelle prime pagine del libro affinché si possa costruire su di essa un autostrada spaziale, il secondo non è certo da meno.
Le avventure riprendono esattamente da dove si erano interrotte, con i nostri eroi, alla ricerca di un luogo tranquillo dove cenare, persi nei meandri dello spazio a bordo della loro astronave a propulsione di improbabilità, la Cuore d’Oro.
Il loro peregrinare li porterà dopo svariate avventure fino a Milliways, il ristorante al termine dell’universo, un assurdo luogo dove ogni sera va di scena la fine del mondo! Il ristorante è costruito in modo da essere sull’orlo del vortice spaziale che distruggerà l’universo intero, e i clienti possono osservare il tutto attraverso una cupola di osservazione mentre si mangiano una succulenta bistecca. Da Milliways il tempo non conta, coesistono, presente, passato e futuro, il tutto perfettamente spiegato dalle improbabili ma incredibilmente non assurde, leggi della fisica di quel genio che era Adams.
Altro punto di forza del romanzo è la meravigliosa girandola dei surreali personaggi di contorno del romanzo, re-incontriamo Zaphod Beeblebrox e Trillian impegnati nella ricerca dell’uomo che governa l’Universo, Marvin il robot pessimista, Gargravarr l’essere che vive staccato dal proprio corpo, Hotblack Desiato la rockstar morta e il suo gruppo La Zona del Disastro, per non parlare degli alieni più ebeti che si possano trovare i Golgafrinchani ( è triste scoprire chi sono in realtà…).
Arthur e Ford, sballottati da un’astronave ad un’altra e viaggiando a ritroso nel tempo a loro insaputa, si ritroveranno a dover scoprire qual è la Domanda Fondamentale dell’universo la cui Risposta Definitiva, generata da Pensiero Profondo, il più grande computer esistente, è Quarantadue. Ci riusciranno?
Con leggerezza Douglas Adams ci porta a spasso nello spazio attraverso innumerevoli mondi dell’universo, tra cui l’assurdo Orsa Minore Beta : "E’ un pianeta della zona Ovest che, per un capriccio topografico inspiegabile ed un po’ sospetto, è costituito quasi interamente da linee costiere subtropicali. Per un altrettanto sospetto capriccio di realistica temporale, su tale pianeta è quasi sempre sabato pomeriggio anche di lunedì e di domenica…", sede della casa editrice del libro più popolare della galassia, cioè La guida galattica per autostoppisti, e l’umido e malsano Mondo B del sistema di Ranonia dove si trova il Vortice di Prospettiva Totale, un tremendo strumento di tortura: " …Quando si viene messi nel Vortice si ha per un attimo la visione globale di tutta l’infinità, inimmaginabile immensità della creazione, e in mezzo a questa immensità si ha modo di distinguere un segnale minimo, minuscolo, microscopico, che dice Tu sei qui".

Il romanzo lascia un finale volutamente aperto, che ci porta diretti al terzo romanzo della serie…La vita, l’Universo e tutto quanto!
…prossimamente…
Non dimenticate quanto può essere rischioso scagliare la lettera Q contro un cespuglio di ligustro…
Non fatevi prendere dal panico, di nuovo...



Consigli per gli acquisti: Il ristorante al termine dell'Universo, Douglas Adams, Piccola Biblioteca Oscar Mondadori.

Scritto da: Alberto Amorelli

Data: 22-03-2005

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