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Aristotele
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Apr 20 2005

Catherine e Dagmar

A Voce Nuda, di Michel Faber

di Alberto Amorelli

sinfonia di vita e morte

Il giorno in cui arrivò la buona notizia, Catherine trascorse le prime, poche ore dal risveglio trastullandosi nell’idea di buttarsi dalla finestra del suo appartamento. Trastullarsi è forse un termine troppo blando; in realtà aprì la finestra e si sedette sul davanzale, chiedendosi se quattro piani bastassero a garantirle la morte.


A Voce NudaSono sempre stato attratto dai romanzi o racconti che presentano un plot in cui i protagonisti sono costretti a vivere, per diverso tempo, tutti insieme in un luogo isolato, impossibilitati nel tornarsene a casa.
Mi affascina ciò che la convivenza forzata delle persone porta alla luce dell’animo di ogni membro del gruppo.
A Voce Nuda, The Courage Consort in originale, di Michel Faber mi ha attirato per questo.
Cinque cantanti, chiusi in un castello settecentesco nel Belgio rurale, per provare una composizione di un eccentrico autore italiano. Due settimane di clausura forzata, due settimane in cui il Coro Courage potrà e dovrà conoscersi più a fondo. Due settimane di confronto di sensazioni ed emozioni.
Catherine Courage è la protagonista del romanzo breve dell’autore olandese, remissiva, silenziosa, depressa, ma in qualche modo la “madre” del gruppo che cerca di fare andare d’accordo ogni compotenente del coro.
Gli altri quattro personaggi sono il marito Roger, autarchico, fondatore del coro, la sua unica preoccupazione è che il Partitum Mutante del compositore Fugazza venga eseguito per il meglio, il contralto Dagmar Bellotte, tedesca, sportiva, diretta e spiccia di modi con un figlioletto Axel, neonato, a carico, Benjamin Lamb, il basso, un omone di centotrenta chili, educato e generoso, ed infine Julian Hind, sempre vestito alla moda, appassionato dei Queen, spregiudicato, arrogante ed impulsivo.
Lo scenario è il bellissimo Chateau de Luth, immerso nel verde e nella tranquillità.
Ma c’è qualcosa di inquietante, qualcosa di annunciato, qualcosa di sottile che si percepisce a fior di pelle nel castello, forse il quasi incredibile silenzio che accompagna le notti del coro al castello. L’inquietudine sale quando nel cuore della notte Catherine sente un grido lancinante provenire dalla foresta, il problema è che sembra sentirlo solo lei, quasi fosse un grido dell’anima. O forse un grido che preannuncia la tragedia finale…
Questo è il terzo romanzo di Faber , che dimostra la sua straordinaria capacità di delineare personaggi, specialmente quelli femminili, con semplicità e maestria. Indimenticabili sicuramente le due donne del gruppo, Catherine e Dagmar; due personaggi che ci vengono presentati come diametralmente opposti ma che nel corso del romanzo si scoprono più simili di quanto pensassero. Sono infatti loro il motore dell’azione, e di gran lunga i personaggi più dinamici del coro.
Un romanzo breve, ma che, almeno per me, rappresenta una grossa scoperta, scritto in modo fresco, semplice ed efficace, risulta essere una gustosa opera di un autore che non conoscevo assolutamente. Un consiglio? Date una chance a Michel Faber, ne vale sicuramente la pena.



Consigli per gli acquisti: A Voce Nuda, Michel Faber, Einaudi Stile Libero.

Scritto da: Alberto Amorelli

Data: 20-04-2005

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