La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele
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Sep 09 2005

Hard-Boiled e Hard-Luck

H/H, Banana Yoshimoto

di Alberto Amorelli

due racconti tra il surreale e la quotidianità

H/H copertina…Si, pensai, forse come nella canzone, questo autunno non tornerà mai più, per l’eternità, e questa notte, passando attraverso rami secchi e nudi degli alberi, si allontanerà scomparendo nella dsitanza. E poi di nuovo, sconosciuto e implacabile, verrà l’inverno.


Strana opera questo H/H di Banana Yoshimoto, sicuramente non uno dei suoi più famosi romanzi.
Il libro è formato da due lunghi racconti Hard-Boiled e Hard Luck. Ancora una volta protagonista è il mondo femminile giapponese che la scrittrice di Tokyo sa tratteggiare così magnificamente.
Le protagoniste sono due donne.
Il primo racconto è pervaso da un senso di paranormale, di inquietudine e surrealismo; la protagonista si ritrova a passare una notte in uno sperduto albergo nelle montagne dove accadono fatti strani ed insoliti.
L’incontro con una splendida donna, avvolta solo da un accappatoio, che le piomba in stanza scatenerà nella protagonista una serie di ricordi e sogni legati al suo passato, legati alla storia d’amore con la sua amica Chizuru.
Come sempre la Yoshimoto tramite la passione per il soprannaturale, già riscontrata in romanizi quali Amrita e Presagio Triste, tratteggia splendidamente i sentimenti e le pulsioni di una giovane donna, la protagonista, che cerca di superare un tragico avvenimento del suo passato.
La surreale notte che trascorre nell’albergo forse l’aiuterà a vedere un’alba carica di speranze per il futuro.
In Hard Luck, invece, la scrittrice tratta un altro tema che da sempre è stato presente in molte sue opere, la morte.
La sorella della protagonista sta morendo, è in coma da circa un mese, e non c’è nessuna possibilità che si risvegli. Seguiamo gli ultimi mesi di vita di Kuni attraverso i ricordi e le riflessioni della sorella minore che aiutata dal misterioso Sakai, fratello maggiore del marito di Kuni, cerca di affrontare l'ineluttbaile fato.
Un racconto incredibilmente triste che ci presenta la drammatica situazione dell’accettazione della scomparsa di una persona cara. Ancora una volta nel dramma e nel senso della morte che pervade il racconto, la protagonista e Sakai hanno la possibilità di trovarsi, di scoprirsi uniti nella lenta morte che porterà Kuni fino a Novembre, data in cui verrà celebrato il funerale.
Mentre nello scorrere delle pagine il ricordo e l’immagine di Kuni, svaniscono lentamente, rimaniamo con solo due canzoni, September degli Earth, Wind & Fire e Tabidatsu aki (l’autunno che si allontana) di Yuming, le ultime registrate da Kuni. Rimane il mistero del perché lei abbia scelto proprio questi due brani.
Tutta la vicenda è delicatamente presentata dalla lieve penna della Yoshimoto e l’unico sentimento che ti lascia il racconto è una tremenda malinconia, lontana però dal dolore e dalla tristezza che un avvenimento del genere dovrebbe portare con sé.
La magia della prolifica scrittrice giapponese è anche questa, la delicatezza e la lievità con cui racconta le sue vicende. Il suo stile è inconfondibile, le sue parole sembrano posarsi sulla pagina come petali di fiori di ciliegio, così semplicemente, senza pretese.
Sicuramente H/H non è uno dei libri forse più ricchi ed introspettivi della Yoshimoto, lontano da capolavori quali N.P., Amrita, Kitchen e Tsugumi, tuttavia è una lettura piacevole capace di lasciare, nonostante gli eventi drammatici narrati, un senso di tranquillità dato forse dall’alba che la protagonista di Hard-Boiled vive dopo la notte surreale trascorsa, oppure rinchiuso nell’arrivare dell’inverno che porta via con se il ricordo di Kuni in Hard Luck.

Le stelle d’inverno sono sempre li, con chiunque e in qualunque momento io alzi lo sguardo verso il cielo. Sono solo io che cambio. Le tre stelle di Orione erano li, immutabili. Nello stesso disegno che io e mia sorella facevamo a gara a trovare per prime.

Scritto da: Alberto Amorelli

Data: 09-09-2005

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