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Sep 27 2005

Boselli e Mayo alle prese con la fumara

Dampyr n.66, Il Grande Fiume

di Alberto Amorelli

Harlan Draka in un'avventura nostrana

Dampyr copertina- Na Fumara acsì fissa ch'la s'taja col cortel...una nebbia così spessa che si taglia col coltello!...-
- Come l'hai chiamata?...-
- Fumara...la nebbia del passato si chiamava così...-

(Bianca ad Harlan)

Harlan Draka è il Dampyr, una creatura nata dall’incrocio tra un vampiro e un’essere umano, il suo scopo è cacciare ed eliminare tutti i Maestri della Notte (vampiri) che ormai da secoli si sono insidiati sulla terra. La lotta di Harlan lo porta ad abbandonare spesso la magica Praga, sua base operativa, e a viaggiare per il mondo.
In questa avventura, uscita qualche settimana fa, Dampyr è in Italia nuovamente, dopo il felice numero della serie ambientato in Sardegna, questa volta, però, in una terra a noi cara, è nella Bassa, più precisamente nella bassa parmense a ridosso del Po, Il Grande Fiume.
Harlan si ritrova nel paesino di Torrebianca, immaginario ma così simile a centinaia di piccoli borghi che costellano il letto del Po, per indagare su una vecchia leggenda.
Qui con l’aiuto della bella Bianca, giovane ragazza del posto che ha perso il padre annegato nel fiume, e dell’entusiasta Gerlando un ingegnere del posto che sogna di ristrutturare le ville settecentesche, di cui la pianura è piena, per poi utilizzarle a scopo turistico, scopre che la gente del paese è assolutamente ossessionata dal pericolo costituito dal fiume che secoli prima aveva travolto l’intero borgo antico.
A rendere le ricerche di Harlan faticose giunge, con i primi freddi dell’autunno, l’immancabile nebbia, la fumara, quella nebbia umida che ti avvolge interamente e ti rende impossibile qualsiasi contatto con il mondo. Così quando sale la nebbia la gente vede persino, come un miraggio, le case del borgo vecchio spazzato via dalle piene del Po, e nel paesaggio innaturale si sentono vecchie canzoni.
E con le prime nebbie ritorna anche il terrore superstizioso ed ancestrale che strane creatura, i Ritornanti annegati nel fiume anni prima, ricompaiano per trascinare nelle scura acque i malcapitati. In effetti Harlan sa che utlimamente nella zona vicino a Torrebianca sono scomparse diverse persone. Presto Harlan scoprirà che gli abitanti di Torrebianca nascondono un terribile ed aghiacciante segreto
Se a tutto questo aggiungiamo anche un matto, di nome Vladimiro, che dipinge affreschi inquietanti sulle pareti delle ville abbandonate nella bassa, che ha visto uno di questi ritornanti rapire una persona, sicuramente abbiamo un cocktail esplosivo di orrore, mistery e noir che farà trascorrere un’oretta di appasionante lettura a chi vorrà recuperare questo numero di Dampyr della Bonelli.
Un plauso sicuramente agli autori della serie, il geniale Mauro Boselli, ideatore e scrittore di Dampyr fin dagli esordi (Aprile 2000), ed il magnifico Mario Rossi, in arte Majo, che con le sue incantate matite a dipinto magistralmente i paesaggi a noi tanto familiari della Bassa e del Po. Il disegnatore è persino venuto in loco per fare delle fotografie per meglio rendere certi luoghi e certe atmosfere. Boselli invece dalla sua ci ha messo inventiva, alcuni ricordi di infanzia e la tradizione di alcune leggende di folklore locale.
Devo dire che in quanto a suggestive ambientazioni ed atmosfere il letto del fiume Po non è secondo a nessuno, merito della fumara che nasconde ed altera le percezioni di chi ci si trova nel mezzo.
E, noi tutti lo sappiamo, ogni tanto vedere qualcosa di strano o inspiegabile tra la coltre di nebbia, è qualcosa che è capitato a noi tutti, o sbaglio?





Consigli per gli acquisti: Dampyr n. 66, Il Grande Fiume, Segio Bonelli Editore.







Scritto da: Alberto Amorelli

Data: 27-09-2005

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