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Oct 29 2005

dalla Lapponia con stile

Il Bosco delle Volpi, Arto Paasilinna

di Alberto Amorelli

storia ironica e assurda nella tundra

Il bosco della volpi Gli abitanti del vecchio palazzo in pietra da taglio che costeggiava il parco di Humlegard, a Stoccolma, erano gente benestante, sul genere di Oiva Juntunen, finlandese, gangster di professione.


Arto Paasilinna, chi era costui?
Tempo fa questo nome non mi diceva nulla. Ora, per fortuna, ho scoperto che è uno dei maggiori scrittori finlandesi in circolazione.
I suoi romanzi ti trasportano in un mondo che nessuno di noi conosce intimamente, Arto ci parla di una terra che è così vicina ma così ricca di tradizioni insolite e folklore da sembrare quasi un territorio ai limiti della fantasia e della realtà.
Il Bosco delle Volpi è un tipico esempio di quello che per Arto è il narrare. Il libro ci narra la strampalata storia di Oiva Juntunen un criminale finlandese che dopo essere riuscito a tenere per se l’intero bottino di un colpo clamoroso alla Banca di Norvegia, senza dividerlo con i due complici entrambi in carcere, decide di trovare un luogo dove scappare e dove poter godere del suo bottino, cercando di far perdere le proprie tracce.L'occasione si presenta quando Hemmo Siira, il più feroce dei suoi complici viene rimesso in libertà, Oiva scappa da Stoccolma in tutta fretta e si rifugia in una casupola nella tundra, in Lapponia.
Il maggiore dell’esercito Sulo Armas Remes è un ufficiale militare di quarantenne, ubriacone e stanco dalla routine. Decide di chiedere un anno di aspettativa per decidere il da farsi, come ultimo incarico decide di guidare un battaglione nei territori vicino al paesino di Pulju per delle esercitazioni. Visto che la tundra non può essere così vasta finisce vicino al luogo dove il gangster Oiva ha nascosto il suo oro.
I due si incontrano, Oiva si finge un catalogatore dell’università di nome Asikainen impegnato nel catalogare licheni, cercatore d’oro a tempo perso. Anche il maggiore Remes decide di fermarsi nella capanna per aiutare Oiva e cercare l’oro. Remes crede veramente che nel fiume che scorre vicino alla capanna ci sia l’oro, mentre Oiva nasconde i suoi lingotti in una vicina collina e finge di cercare anch’egli oro nel fiume con il setaccio.
Presto i due si confronteranno in una serie di situazioni improbabile e esilaranti e scopriranno le rispettive reali identità.
Al gruppo si unisce poi una vecchia Skolt novantenne, Naska fuggita dal trasporto che l’avrebbe portata al ricovero per vecchi e rifugiatasi nei territori di Remes e Oiva. Il gruppo cresce formando quasi un’insolita e assolutamente fuori dal comune, famiglia, composta dal gangster, dal militare, dalla vecchia, dal gatto della donna Jermakki e dal volpacchiotto addomesticato che gira nel bosco vicino alla capanna, Cinquecentino.
Presto grazie ai guadagni dell’oro di Oiva la capanna si rifornisce di tutte le comodità, vasca da bagno, televisone, stereo, motoslitta, innumerevoli provviste e suppellettili ed elettrodomestici di ogni tipo. La situazione si arrichirà maggiormente anche con l'arrivo di due prostitute Agneta e Cristine, pagate da Remes per riscaldare il freddo inverno, come reagirà la vecchia Naska?
L’abilità di Paasilinna è quella di creare questi assurdi personaggi e riuscire a farli agire in modo perfettamente normale; il romanzo è ricco di situazioni irresistibili, di humor e di trovate veramente al di fuori degli schemi. Il tutto nello splendido sfondo di una Lapponia innevata, ricca di scorci e di paesaggi mozzafiato.
Vale la pena di leggere il libro anche solo per conoscere l’ampio panorama di scrittori che esistono anche in paesi come Finlandia, Norvegia, Svezia, Islanda che non hanno una famosa tradizione di romanzieri. Tutti autori originariamente pubblicati da Iperborea qui in Italia, una casa editrice specializzata nella letteratura del nord. L’enorme successo di Il bosco delle volpi ha permesso una ristampa del volume per Guanda.
Skoal Skoal, per un bicchiere di acquavite di melangola!



Consigli per gli acquisti: Il Bosco delle Volpi, Arto Paasilinna, Guanda

Scritto da: Alberto Amorelli

Data: 29-10-2005

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