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Aristotele
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Dec 15 2005

Hodder & Stoughton, UK 2005

“John” – di Cynthia Lennon

di Arianna Cantoni

Un ritratto dolce-amaro scritto dalla prima moglie di Lennon



I want to tell the real story of the real John – the infuriating, loveable, sometimes cruel, funny, talented and needy man who made such an impact on the world


Su John Lennon è stato scritto di tutto, da chiunque. Critici musicali, sociologi, (presunti) amici, nemici e chi più ne ha, più ne metta.
Nel 1978 la stessa Cynthia Lennon aveva pubblicato “A Twist Of Lennon”: ma non aveva raccontato tutto (parole sue), non era passato troppo tempo dal divorzio e, soprattutto, John era ancora vivo.
Oggi, 2005, Cynthia Powell – diventata Lennon nell’Agosto del 1962 – ha deciso di raccontare:
The time has come when I feel ready to tell the truth about John and me, our years together and the years since his death (…) Only I know what happened between us, why we stayed together, why we parted and the price I paid for being John’s wife”

Cynthia racconta di se stessa, del suo incontro con John, dell’esperienza dei Beatles vista con gli occhi di una donna/compagna/madre. Smentisce alcuni “miti” costruitisi attorno alla figura di John – uno su tutti, la presunta relazione omosessuale col manager dei Beatles, Brian Epstein, al quale era legato solo da profonda stima ed amicizia.
Ma non ha paura di raccontare anche i lati più difficili della sua convivenza con John, terminata con il divorzio nel 1968.
Parla di Yoko Ono. Non accusa, ma la paragona – come tuttavia Yoko stessa aveva fatto – a Zia Mimi, colei che crebbe John al posto di sua madre – prima assente, poi tragicamente uccisa in un incidente stradale quando John aveva 16 anni. Mimi era severa ed autoritaria, e i suoi divieti e la sua freddezza segnarono John in maniera profonda.
Molto spazio è dedicato a Julian, figlio di John e Cynthia, un figlio nato all’epoca dell’esplosione della Beatlesmania, con un padre impreparato a tale ruolo.

Si ha davvero l’impressione che Cynthia parli col cuore, perché il suo racconto non è unilaterale: riconosce i propri errori, con John e con gli altri uomini della sua vita, parla delle perdite che l’hanno segnata e delle persone che le sono state vicine. Le righe conclusive sono assai amare:

But the truth is that if I’d known as a teenager what falling for John Lennon would lead to, I would have turned round right then and walked away. (La verità è che se avessi saputo, quando ero un’adolescente, a cosa avrebbe portato l’innamorarmi di John Lennon, mi sarei voltata immediatamente e me ne sarei andata via)


Leggendo certe pagine di questo libro e pensando ad alcuni dei versi più belli di Lennon – quelli di Imagine, In My Life, Girl, Give Peace A Chance – non si può non provare un misto di confusione, delusione, incredulità: mentre cantava inni alla Pace Universale, non era in grado di raffrontarsi civilmente con la sua ex-moglie e soprattutto di rendersi presente per suo figlio.

Ma Lennon non era un santo. Era un musicista, un provocatore, un intellettuale, un rocker. E un essere umano.



Consigli per gli acquisti: “John” by Cynthia Lennon – Hodder & Stoughton, 2005 - £20

www.amazon.co.uk



Scritto da: Arianna Cantoni

Data: 15-12-2005

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