La speranza è un sogno ad occhi aperti

Aristotele
Dove sei: OcchiAperti.Net > Chiaroscuro > Chiaroscuro > Mal’aria, Eraldo Baldini

Dec 16 2005

le camice nere e la borda

Mal’aria, Eraldo Baldini

di Alberto Amorelli

terrori ancestrali nella nebbia padana

Mal'aria copertinaErano le undici quando uscì dalla locanda; e si trovò perso in un mondo sconosciuto. La nebbia cancellava tutto: forme, colori, contorni. Attraversò lo spiazzo centrale del paese tirando su il bavero del soprabito e arrivò alla chiesa, convinto di trovare il portone aperte; ma non era così.


Per tutti noi, abitanti della Bassa, la nebbia è una costante per diversi mesi l’anno, troppi direi, ci conviviamo ogni giorno, direi che siamo quasi abituati al velo umido che s' innalza tra tutte le cose che ci circondano. Quasi non ci facciamo più caso quando ogni giorno assume quella particolare colorazione grigio fumo, che tanto bene conosciamo. Mal’aria di Eraldo Baldini non può che modificare la nostra percezione del fenomeno nebbia.
E’ un noir, crudo, tragico, avvincente, un noir come non ne leggevo da tempo.
Baldini tesse abilmente la sua tela parola dopo parola, pagina dopo pagina.
Siamo nel 1925, in pieno regime fascista, nelle zone tra Ravenna e Ferrara. Un ispettore del ministero della Sanità, Carlo Rambelli, viene mandato, da Roma, ad investigare su di un fatto misterioso nella zona di Spinaro: un’insolita moria di bambini legata forse all’acuirsi di un ceppo malarico che si pensava ormai sanato.
Una volta giunto a destinazione Carlo si rende conto subito che la sua indagine non sarà per nulla facile, e sarà costretto a scontrarsi con il muro di omertà issato dalla popolazione locale.
La gente di Spinaro ha, infatti, paura delle rappresaglie degli squadristi, le camice nere, che nella zona fanno il bello e cattivo tempo, ma anche dei terrori ancestrali legati alle superstizioni riguardanti la Borda, cioè la personifcazione, secondo la tradizione, della nebbia, vista come una vecchia, una strega mostruosa che cattura le persone, specialmente i bambini, per poi strangolarli con una corda e gettarli nelle acque paludose.
Cruda realtà storica e credenza popolare si mischiano nella realtà in cui Carlo si trova catapultato.
Come offuscati da un’incessante nebbia, che persiste in tutto il romanzo, i contorni della vicenda e dell’indagine, si fanno labili, sfuggenti, indefiniti.
Un senso di tragedia latente sembra percorrere tutta la storia e con innumerevoli agghiaccianti colpi di scena, viene a concretizzarsi nel tremendo finale.
Devo onestamente dire che erano secoli che non mi arrabbiavo virtualmente con l’autore per come aveva scelto di concludere la vicenda, ma Baldini mi ha lasciato a bocca aperta, ha preso le mie convinzioni, costruite durante la lettura di Mal’aria, e le ha completamente stravolte nelle pagine finali del romanzo, portandomi crudelmente alle ultime righe della vicenda.
L’ho odiato, senza alcun dubbio, ma ho amato questo romanzo, capace di lasciarmi incredulo a leggere e rileggere le ultime righe, cercando di convincere me stesso che quello che leggevo non era vero.

Consiglio? Non fatevi nessun tipo di illusione, la realtà è molto più agghiacciante delle credenze popolari.




Consigli per gli acquisti: Mal’aria, Eraldo Baldini, Frassinelli.

Scritto da: Alberto Amorelli

Data: 16-12-2005

Condividi questa pagina:

Articoli correlati

Visite: 10146 - crediti - redattori

Login

Comune di Ferrara
Assessorato alle Politiche per i Giovani
Reg. n. 05/2004 Tribunale di Ferrara

Mi sono fatto da solo. Credo di aver avuto per maestri i miei occhi.

Michelangelo Antonioni

Powered with CMS Priscilla by ^____^ - XHTML/CSS Design by petraplatz

feed RSS Succede in Giro

feed RSS Ultimi Articoli