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Mar 05 2006

non bastano Ohmsford e Druidi

Il Supremo Druido di Shannara,Terry Brooks

di Alberto Amorelli

Jarka Ruus, Tanequil, La Regina degli Straken.

Jarka RuusIl calore del giorno indugiava ancora sulle colline al di sotto del Ravenshorn, l’aria era densa e umida anche dopo la scomparsa della luce del pomeriggio, quando Rue Meridian esclamò sorpresa: “Quella che viene verso di noi sembra una nave volante”. Bek Ohmsford si voltò e scorse all’orizzonte il puntino scuro, sullo sfonfo del cielo rischiarato dal bagliore del sole al tramonto. Anche se non riusciva a distinguere i particolari, si fidò della sua parola perché gli occhi di Rue erano sempre stati più acuti dei suoi.
La guardò ammirato. Non poteva farne a meno. L’amava oggi come quando l’aveva vista per la prima volta, più di vent’anni prima.




Dispiace sempre quando si deve fare una recensione negativa di uno scrittore che si ha sempre seguito, e che è sempre stato al tuo fianco, negli ultimi quattordici, quindici anni.
Mentre leggevo l’ultima trilogia della ventennale epopea fantasy di Shannara, speravo non fosse così, ho sperato fino all’ultima pagina.
Ma non ho trovato soddisfazione. Terry Brooks, non ha centrato il bersaglio. Inutile negarlo. A mio personale giudizio ha fallito in pieno, sorry Terry.
D’accordo, andiamo con ordine.

La vicenda, narrata nel primo romanzo, Jarka Ruus si apre circa vent’anni dopo le avventure di Bek Ohmsford, Rue Meridian, Grianne Ohmsford e Ahren Elessedil, cioè i protagonisti del precedente innovativo, invece, ciclo di Brooks, I Viaggi della Jerle Shannara.
Bek e Rue sono sposati e hanno un figlio, Penderrin, che per fortuna pare nato senza il dono della magia degli Ohmsford.
Grianne, indimenticabile Strega di Ilse, è divenuta la nuova Ard Rhys (druido supremo) del nuovo consiglio di druidi di Paranor. Il romanzo inizia con una trama molto politica che mi ha tenuto incatenato alle pagine, infatti il primo ministro della Federazione, Sen Dunsidan, non vede di buon occhio la ex-Strega di Ilse, tanto da complottare con alcuni druidi ribelli, cappeggiati dall’ambiziosissima Shadea’ru, per eliminare Grianne. Il piano ha successo e i druidi ribelli riescono , tramite una magico oscura pozione, ad esiliare Grianne nel Divieto, il Jarka Ruus, cioè un mondo parallelo creato millenni prima dove gli elfi hanno rinchiuso tutti i demoni e le creature malvagie della Quattro Terre. E qui sorgono i miei primi dubbi, come ha potuto la potentissima Grianne non accorgersi di nulla?
Ma procediamo.
L’assistente dell’Ard Rhys, il nano Tagwen, riesce a fuggire da Paranor e si dirige verso Patch Run per chiedere aiuto al fratello di Grianne, Bek Ohmsford e a sua moglie Rue Meridian. Sfortuna vuole che i coniugi Ohmsford non siano a casa, perciò Tagwen trova solo loro figlio Penderrin. Il nano non fa quasi in tempo a spiegare al ragazzo cosa è accaduto alla zia, che i due vengono raggiunti da un gruppo di druidi fedeli a Shadea’ru che cercano di catturarli. Inizia la fuga.
In soccorso dei due sopraggiunge la creatura millenaria, conosciuta come il Re del Fiume d’Argento, che da sempre con le sue sibilline frasi e premonizioni aiuta gli Ohmsford.
Parlando con il Re, Penderrin scopre che la zia è stata imprigionata e solo lui può salvarla, ma per farlo prima deve recuperare un ramo del leggendario albero magico conosciuto come Tanequil. Il ragazzo e il nano quindi decidono di chiedere aiuto al druido Ahren Elessedil, compagno di viaggio, vent’anni prima, di Bek e Rue. Giunti nel villaggio di Eberren, Ahren deciderà di buon grado di aiutarli, spalleggiato anche dalla nipote Khyber, una giovane principessa delgi elfi, che possiede le mitiche Pietre Magiche, protagonisti di diverse storie di Shannara. Intanto nel Divieto, Grianne, deve incominciare a cavarsela tra gli irti pericoli e mostruose creature che popolano quel mondo, aiutata solo dalla strana creatura conosciuta come Weka Dert, ahimè identico al Gollum di tolkieniana memoria. Altro momento difficile per me, certe scene in cui Weka guida Grianne attraverso le paludi saltellando sul sentiero sono veramente del tutto simili alle Due Torri del Signore degli Anelli.
La vicenda prosegue con da un lato Penderrin, Tagwen, Khyber e Ahren che cercano di raggiungere il Tanequil, inseguiti dai druidi ribelli, dall’altro le vicissitudini di Grianne e dal terzo, quello politico, le scelte e le scene in cui Shadea’ru, e i suoi seguaci, tra cui spicca la strega elfa Iridia Eleri, personaggio meraviglioso ma usato e gestito in modo pessimo da Brooks, cercano di affermare il proprio potere sul consiglio dei drudi.
Ma non c’è niente da fare, i nuovi personaggi non riescono ad appassionare o a coinvolgere, infatti ho letteralmente divorato le pagine in cui compaiono i vecchi protagonisti del precedente ciclo. I capitoli con Bek e Rue sono splendidi. Ma purtroppo danno l’impressione che loro, la vecchia guardia, avrebbe risolto la situazione molto meglio dei vari nuovi, Penderrin, Khyber e Tagwen.

tanequilIl secondo romanzo della serie, Tanequil, l’ho letto velocemente solo per, appunto, i capitoli che riguardavano Bek e Rue, veri e propri protagonisti a mio giudizio della vicenda. Nel Divieto Grianne, intanto, scopre che la sua reclusione in questo oscuro mondo e da attribuirsi al potentissimo signore dei demoni, Tael Riverine, veramente un bel cattivo, che vuole Grianne con se ( pensa te) per farne la sua compagna. Intanto grazie all’arrivo di Grianne nel Divieto, Taer è riuscito a liberare, nel mondo reale, una creatura conosciuta come il Moric, un cambiatore di forma demone, che dovrebbe trovare il modo di distruggere il Devieto per far tornare nelle Quattro Terre tutti i demoni. Viene da chiedersi perché il potentissimo signore dei demoni debba liberare un suo sgherro come il Moric, nemmeno troppo potente a dire il vero, e non possa giungere lui stesso nelle Quattro Terre. Speravo ci fosse un motivo, ma non viene spiegato.
Note positive di questo secondo romanzo, sono, come già detto, nei capitoli che riguardano Bek e Rue, che entrano in gioco quando scoprono cosa sta facendo loro figlio, nell’entrata in scena di tre nuovi attori, due giovani druidi Trefen Morys e Bellinzen, due personaggi veramente tratteggiati bene devo dire, e un capitano dell’esercito degli elfi, Pied Sanderling, che è un personaggio veramente riuscito.
Penderrin nel finale del romanzo riesce a recuperare un ramo del Tanequil, e lo modella nella forma di un potentissimo scettro nero di legno levigato, ricoperto di potenti rune.

La regina degli Straken
Il tutto ci porta quindi al terzo e ultimo romanzo, La Regina degli Straken.
Leggendolo ho sperato ogni pagina di trovare spiegazione ai miei dubbi. Ma nulla. La vicenda viene conclusa in modo rapido e senza nessun catartico scontro finale. Devo dire ci sono rimasto molto male. Gli unici momenti degni sono quelli che riguardano, odio ripetermi, Bek e Rue e i capitoli con protagonista Pied Sanderling che lotta con gli eserciti elfi nella guerra contro la Federazione di Sen Dunsidan. Il resto è piatto e per nulla avvincente. Grianne riesce a fuggire, grazie a Pen, dal Divieto, ma non si scontra nemmeno con quello che doveva essere il nemico potentissimo della trilogia, Tael Riverine, e nemmeno sconfigge la sua nemica Shadea’ru, la donna che l’ha imprigionata. D’altro canto il Moric, viene sconfitto come un principiante, in un modo che ha veramente dell’imbarazzante. Nel giro di una decina di pagine tutto si risolve in modo incredibilmente rapido, e fastidiosamente prevedibile.
Conclusioni.
Grianne è un personaggio che era stato usato meravigliosamente bene nel ciclo de Il Viaggio della Jerle Shannara. Qui sembra una pallida copia di se stessa, veramente ricopre perfettamente il clichè della figura femminile da salvare. Triste per colei che era la Strega di Ilse.
Penderrin, è assolutamente privo di spessore. Si, un personaggio simpatico, ma un protagonista narrativamente veramente debole. Nemmeno in paragone con illustri precedenti come Shea, La Spada di Shannara, il grandioso Wil dello splendido romanzo della serie Le Pietre Magiche di Shannara, Par e Coll de Gli Eredi di Shannara e lo stesso Bek della trilogia precedente.
Khyber Elessedil. Altro personaggio stereotipo, che sembra la brutta copia della perfetta Wren Ohmsford de La Regina degli Elfi di Shannara.
Non ci sono personaggi femminili ben tratteggiati e splendidamente riusciti. Niente della splendida Eretria, niente dell’elfa Amberle (entrambe ne Le Pietre Magiche di Shannara), nemmeno niente di vicino a Brin Ohmsford ( La Canzone Magica di Shannara) e Wren. E nulla di quantomeno paragonabile a Viridiana ( Il Druido di Shannara) e a Damson Rhee di Gli Eredi di Shannara. Ancora una volta l’unico personaggio femminile degno è la sempre bellissima Rue Meridian.
mondo di ShannaraSi sente profondamente la mancanza di un personaggio carismatico come poteva essere Bremen nel Il Primo Re di Shannara, il grandissimo Allanon del primo ciclo di Shannara, e anche Walker Boh. Non ci sono nemmeno i Leah, famiglia di highlander, a supportare i protagonisti. E se devo essere sincero non ci sono nemmeno nemici degni di tale nome, siamo lontani anni luce dal perfido calcolatore Rimmer Dall e del controverso assassino Pe Ell del ciclo degli Eredi di Shannara.
In questo nuovo ciclo de Il Druido Supremo di Shannara, si salvano solo i personaggi di contorno, come Trefen, Bellinzen e Pied Sanderling, veri e propri eroici protagonisti della vicenda, oltre ovviamente ai vecchi personaggi de Il Viaggio della Jerle Shannara.
Sorry Terry.
Spero che nel prossimo ciclo di Shannara, che Brooks ha già messo in cantiere, le cose vadano meglio.
Un’ultima riflessione, per la durata degli avvenimenti narrati, e per mantenere avvincente la vicenda, secondo me Terry Brooks avrebbe potuto anche realizzare solo un libro corposo, invece che tre così dispersivi.
Ne avrebbe giovato, tutto, mio giudizio compreso. Perché ci sono determinate cose che ci si aspettano da una trilogia, rispetto ad un romanzo singolo.
Per prima cosa, un motivo per scrivere una trilogia.
Non vogliatemene fan, ma personalmente non posso promuovere l’ultima fatica dello scrittore dell’ Illinois.
In tutta sincerità, da fan ventennale, quasi, della saga.



consigli per gli acquisti: Jarka Ruus, Tanequil, La Regina degli Straken, Terry Brooks, Oscar Mondadori.

Scritto da: Alberto Amorelli

Data: 05-03-2006

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