LIVE \ Heineken jammin' Festival di fuoco!!!

Metallica live!!!

di Ilaria Battistella
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Ignoro come, ma sono sopravvissuta alla prima giornata di Heineken jammin’ Festival: nonostante il caldo torrido abbia regnato sovrano sul cemento-killer dell’ autodromo di Imola per tutto il tempo (il sole pareva non tramontare mai ed il mio pallore lunare ne ha tragicamente risentito), ho realizzato uno dei miei sogni più grandi: vedere i Metallica dal vivo! Molto probabilmente anche le 40.000 persone del pubblico erano in attesa del grande ritorno della band che ha fatto la storia del trash, di conseguenza “qualcuno” ha tenuto un comportamento non proprio “esemplare” nei confronti degli altri gruppi che si sono esibiti.
I primi ad assaporare la gioia di suonare davanti al grande pubblico sono stati i KARNEA, gruppo in realtà a me sconosciuto fino alle 14,30 di ieri pomeriggio: con qualche canzone hanno proposto un rock in italiano, semplice e di impatto, di chiara influenza nirvaniana.
A seguire i PUNKREAS, che come al solito sono riusciti a contagiare tutti (tranne me!) con la loro carica di allegria.
gruppo ExtremaGli EXTREMA, che peraltro avevo già visto dal vivo, hanno proposto una scaletta furiosa, scaricando energia e dando il via al primo pogo della giornata. Crossover-trash e voglia di surriscaldare l’ atmosfera (già abbastanza calda!).
Keith Flinth (già leader degli inglesi Prodigy) si è presentato sul palco con il suo nuovo gruppo, i FLINT (muniti peraltro di due batterie). Il tutto lasciava prevedere un grande show, in realtà deludente. Volendo proporre a tutti i costi un repertorio pesante ed all’ altezza degli headliners, i Flint si sono trasformati in poco meno di due brani nei pagliacci del pomeriggio, ed il comportamento grottesco di Keith sicuramente ha contribuito alla resa spiacevole dell’ esibizione. Se fossi uno dei Metallica mi sentirei preso in giro (ma chi sceglie che dei gruppi del genere debbano suonare ad uno dei festival più famosi d’ Italia?!). Apprezzabili solo per il fatto che hanno terminato l’ intera scaletta, nonostante bottigliate ed insulti.
Gli STONE SOUR sono stati, almeno per me, la rivelazione della giornata: Corey Taylor (cantante dei criticati quanto acclamati Slipknot) ha dimostrato tutto il suo talento, in parte oscurato dal genere della sua band madre. Gli Stone Sour hanno saputo valorizzare le sue potenzialità ed hanno scelto un repertorio non troppo pesante; Taylor si è esibito inoltre in un pezzo acustico suonato completamente da lui, lasciando che il pubblico si cullasse nell’ intensità profonda della sua voce: semplicemente magnetico.
gruppo PlaceboI PLACEBO, penultimo gruppo in programma, si fanno attendere a lungo: Brian Molko non sembra molto entusiasta del pubblico e gli scappa pure un gestaccio di troppo. Propongono i loro successi di sempre, tra cui Pure Morning, Every me every you, Special K e tra gli ultimi singoli del nuovo album The bitter end.
Esibizione impeccabile, ma scarso coinvolgimento emotivo. Forse avevano altro a cui pensare che suonare ad un maxi festival: se il pubblico li avesse accolti un po’ più caldamente l’ esibizione sarebbe stata migliore? D’ altra parte si sa, Molko è il prototipo della rock star capricciosa e non si può pretendere che degli headbangers si mettano a pogare sulle atmosfere elettriche dei Placebo. Peccato: per il prossimo anno si spera che gli organizzatori prendano maggiormente in considerazione le esigenze del loro pubblico, così magari le persone come me, che i Placebo volevano goderseli, non rimarranno deluse.
Alle 21,40 circa arrivano gli eroi, anche se un po’ in ritardo. Ora siamo proprio in 40.000, non c’è più uno spiazzo libero, sono tutti qui per loro: i METALLICA!!!
Hetfield saluta caloroso e crea da subito l’ intesa con il pubblico, ci chiama “friends”: poi attacca il caos. Durante i primi due pezzi mi sono ritrovata in un pogo folle, ma la situazione poi si è tranquillizzata, anche se non è il termine giusto…Tutti i vecchi grandi successi riproposti, dal cavallo di battaglia Master of Puppets, a Sad but true, passando per Enter sandman, Seek and destroy, No remorse, Ride the lightning, For whom the bell tolls, Battery, Blackened, Welcome home (Sanitarium) ed un salto fino all’ ultimo singolo St. Anger. Alle prime note di Nothing else matters ho faticato a trattenere le lacrime: una distesa di piccole fiamme brillava nel buio davanti e dietro di me.nuova formazione Metallica Un’ emozione troppo forte, per un gruppo che ha ancora una volta saputo stupire, con la forza, la rabbia, la voglia di suonare di sempre. Stessa grinta ed energia, sintonia totale con il pubblico; un James Hetfield spesso emozionato, che mentre ringrazia la folla tiene una mano sul cuore. Durante l’ esibizione non sono mancate le battute di spirito, le incitazioni ed ironici sketch tra i vari membri, a cui da poco si è aggiunto il bassista di Ozzy Osbourne, Robert Trujillo, grande animatore della serata insieme ad Hetfield.
Straordinari, indimenticabili, inimitabili (forse sono troppo di parte) Metallica, ritornati al vecchio furore.
Per il momento una delle migliori esibizioni a cui abbia mai assistito.

01-02-2006 - visite: 13575

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