RECENSIONI \ Nella gabbia della sensualità

From the choirgirl hotel

di Ilaria Battistella
home oa > Musica > Recensioni > Nella gabbia della sensualità

Tori AmosSarà la passionalità che sprigiona, il rapporto viscerale che la lega al pianoforte, o forse quella massa di capelli rosso-strega: c’è qualcosa nella figura di Tori Amos che risulta incontrollabilmente magnetico.
From the choirgirl hotel (della Atlantic Recording Corporation) esce nel 1998, ma non convince la critica, che lo cataloga tra gli album di serie B della cantautrice; forse proprio i testi ermetici ed introspettivi ed i brani che non richiamano quel tipo di musica leggera che ci si aspetterebbe da una rispettabile compositrice, hanno fatto si che mi sia letteralmente innamorata di questo album. O forse è semplicemente merito delle emozioni che riesce a regalare, a partire dal brano d’ apertura, Spark, un saliscendi d’ intensità e sentimento.
Cruel incanta per la sensualità scura ed ambigua (“tipicamente Amos”) che la contraddistingue, mentre Black-Dove (January) è soffice come neve, avvolta in quel torpore invernale e cullata dalla dolcezza malinconica della voce e dal suonoTori Amos del pianoforte.
Battiti ossessivi e psichedelici fungono da colonna portante di Raspberry Swirl, incattivita quanto basta, ma lasciano presto il posto ad un’ altra intensa ballata al pianoforte, Jackie’s Strenght, intrisa di una dolcezza quasi spaesata.
Iieee è un brano eclettico, dalla ritmica vagamente tribaleggiante, Liquid diamonds è al contrario una canzone sofisticata e calibrata: “…Sono una corrente di liquidi, c’ è un mare segreto in me, si vede chiaramente, si sta alzando, ma di certo sto scorrendo…diamanti liquidi…”.
Sensuale come un blues al pianoforte, intrisa di torbida sessualità, She’s Your Cocaine si diverte a provocare gli ascoltatori; a seguire Northern Lad, che raffredda i bollenti spiriti e segna il ritorno alla malinconia riflessiva che caratterizza l’ intero album: “…Ho avuto un ragazzo del nord…si muoveva come il tramonto. Dio, chi l’ ha dipinto? …In questi giorni fa così dannatamente freddo, ho amato i suoi posti segreti, ma non posso più andarci…”.
Hotel in un crescendo di vibrazioni e vocalizzi si trasforma in ossessione psichedelica ed allucinata, che termina solo nella desolazione del finale: “…devo imparare a lasciarti precipitare, devo imparare a lasciarti precipitare, devo imparare a lasciarti precipitare…Suppongo che quello che sto cercando, suppongo che quello che sto cercando, non sia qui, l' ho incontrato in un hotel, l' ho incontrato in un mondo di ipotesi…”.
Tori AmosMalinconica e grigia, cruda ed esplicita, ma così esasperatamente dolce, Playboy mommy canta: “Nei miei marciapiedi, battevo il pavimento, il mio viso abbassato non aiutava il mio cervello ad uscirne, poi arrivò la bambina, prima che avessi trovato la magica maniera per renderla felice, non sono mai stata la fantasia di quello che vuoi…”. L’ unico brano che suona infelicemente stucchevole è Pandora’s Aquarium: virtuosismo e classicità allo stato puro…ma per fortuna è proprio l’ ultimo del cd!
Consigli per l’ acquisto: se gradite sussurri, voci vellutate e giochi di sospiri, Tori Amos non può assolutamente mancare alla vostra amata collezione musicale.

01-02-2006 - visite: 13495

Condividi questa pagina:

Newsletter:addio CartaGiovaniProtagonisti.Benvenuta youngERcard!
di

Leggi l'articolo

Sapere e Fare 7
di redazione

Leggi l'articolo

Newsletter: Cosplay Party ad Area Giovani
di

Leggi l'articolo

Newsletter: nuovo Occhiaperti.net
di Newsletter

Leggi l'articolo

Incontri sulla Costituzione
di Comunicato Stampa

sala del Consiglio comunale a cura dei costituzionalisti Veronesi e Bergonzini Leggi l'articolo

Luci della scrittura, le parole di Stefano Tassinari
di Comunicato Stampa

tra giornalismo e narrativa Leggi l'articolo

Selezioni tirocini formativi: pubblicati i calendari
di Redazione

Leggi l'articolo

Valid CSS 2 Valid XHTML 1.0 Strict