RECENSIONI \ Rock e musica classica sul finire del mondo

Absolution, il nuovo album dei MUSE

di Clas
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Non che fosse passato molto tempo dal precedente Hullabaloo (2002) ma i fans dei Muse (tra i quali ci sono anch’io e supersfegatata!) sicuramente potranno comprendere il mio entusiasmo per l’uscita del nuovo album.muse band
L’essenza di Absolution si può riassumere nel passaggio dalla prima traccia, Intro, alla successiva Apocalipse Please: il battito dei passi di una marcia militare, l’emblema del rigore più assoluto, cede il posto ad un pianoforte drammatico e passionale. E’ proprio il connubio tra tecnica ed impulso, tra precisione e ispirazione che sta alla base di Absolution; la musica, sostiene Matthew Bellamy, è in grado di portare conforto e di assolvere dai malesseri di un mondo oltre l’orlo della fine: “this is the end of the world” fa il ritornello di Apocalypse Please. Time Is Running Out, il singolo, parte con un ritmo accattivante e piuttosto rigido, quello del tempo che fugge, che si lascia a poco a poco farcire dal lamento lirico. Sing For Absolution è più simile ai brani del precedente Origin Of Symmetry, forse tra le più romantiche dell'album, ma senza tralasciare la nota di pessimismo che scandisce traccia per traccia. Stockholm Syndrome è caratterizzata da un giro di chitarra piuttosto carico al seguito di una voce in pacifica ascesi per poi lasciar ricadere tutto nella distorsione; Falling Away With You fluttua nell’aria come una ninna nanna dai toni psichedelici e “disturbati”, stordita sul finire dal chiasso di Hysteria. Interlude lascia che il gemito dolce e distorto di Bellamy si sfoghi. Il pizzicorio di una chitarra-mandolino apre Blackout (ironia della sorte o doti di chiaroveggenza???) assieme ad archi malinconici ma anche questa volta l’atmosfera viene “sporcata”; Butterflies And Hurricanes sa di polemica al mondo di oggi, carica di tutta la disperazione dovuta: "fights and battles have begun/ revenge will surely come/ your hard times are ahead/…your last chance has arrived"; al centro un meraviglioso arpeggio di pianoforte. Basso e chitarra di The Small Print mi ricordano a tratti qualche pezzo Emo, ma sono suoni virtuosi e distorti; ritmi più pacati per Endlessly che fa l’occhiolino al pop ’80; Thoughts Of A Dying Atheist ricordamatthew bellamy i Placebo per la carica espressiva e il dinamismo mentre Ruled By Secrecy si avvicina più ai Radiohead dei quali in tanti considerano i Muse una brutta copia, lasciandosi evidentemente scappare tutta la genialità e l’espressività del trio di Teignmouth.
Caratteristica di questo album è la sapiente fusione di classica, con tutta la sua drammaticità, e rock, carico e ruvido...cosa c’è di nuovo? Una simbiosi più armoniosa, meno barocca e “pesante” rispetto a quella di Origin Of Symmetry, più rifinitura e ripulitura dal punto di vista estetico.

ATTENZIONE: non perdete i Muse il 30 Ottobre al Paladozza di Bologna!!!

01-02-2006 - visite: 19373

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