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American Pie - Il Matrimonio
La conclusione della saga
con Jason Biggs e Sean Williams Scott
Categoria: FLATLINE

Avevamo lasciato Jim e Michelle innamorati cotti l’uno dell’altra e li ritroviamo ovviamente pronti a sposarsi, in un lieto fine ovvio per ogni favola. Solo che la favola in questione ha fatto della comicità sboccata e delle situazioni pruriginose ampiamente esibite il proprio marchio di fabbrica. Come è possibile conciliare le due cose? Questo è il dubbio che deve essersi posto Jesse Dylan, regista di questo terzo capitolo della saga che ha ridato nuova vita ai college movies. E la risoluzione non è del tutto all’altezza delle aspettative.

Se i precedenti American Pies avevano dalla loro il fascino travolgente del controllo zero sulla comicità, questo tiene il freno un poco più tirato, cerca di raccontare una storia d’amore senza però trascurare gli aspetti comici della vicenda. E tutto il lungometraggio rimane in bilico senza decidere che direzione prendere.

A chi dice che è il più bello della saga rispondo che non sono d’accordo. Se cerco una storia d’amore magnificamente raccontata magari ricorro ad un Lubitsch, non certo qui dove siamo lontani dal magnifico touch del regista austro - americano. Ma se cerco una storia tutto divertimento sboccato, fatta di situazioni imbarazzanti e ai limiti dello scandalo, tra alcuni film piacevoli che ricordo, oltre all’antesignano Animal house è facile che trovi il primo American Pie.

La verità, però, è che non mancano scene divertenti: sicuramente l’addio al celibato è uno dei più riusciti del cinema degli ultimi anni, almeno parlando di commedie, e la coprofagia di Sean Williams Scott, in arte Stifler, ha fatto scompisciare dalla risate l’intera sala. Però non mancano momenti grigi e noiosi, in cui i buoni sentimenti non riescono a colmare il vuoto di gag comiche.

Da notare poi un cast complessivamente ridotto rispetto ai due titoli precedenti, forse a causa dell’innalzamento del cache di alcuni attori, o forse per una sceneggiatura più ridotta all’osso, forse perché i produttori sono convinti che basti il titolo per fare incassare un film. E visti i risultati hanno, ahinoi, probabilmente ragione.

I due protagonisti del film, Jason Biggs e Sean Williams Scott, sono lanciati verso carriere probabilmente luminose, vista la partecipazione dell’uno al nuovo film di Woody Allen Anything Else e dell’altro al blockbuster Il Monaco, e questa è un’occasione di ammirarli. La parte di Williams Scott, visto anche il successo ottenuto personalmente dal giovane attore, è andata via via espandendosi nei tre capitoli, fino a diventare quasi protagonista di questo matrimonio

In conclusione un film piacevole solo a tratti, che fa sì trascorrere una serata, ma scorre a corrente alternata per tutta la sua breve durata.

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