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Anything Else
Il nuovo film di Woody Allen
con Jason Biggs
Categoria: Film d’autore con concessioni al grande pubblico

Ci sono cose che rendono ogni fine estate uguale a tutte le altre: l’inizio del campionato di calcio tra le polemiche, l’inizio di Domenica In assieme a quello del palinsesto televisivo autunnale tra le polemiche e l’inizio, questa volta tra le polemiche, di una nuova stagione politica. Più lieto dei precedenti l’evento, ormai una consuetudine di fine estate, è l’uscita del nuovo film di Woody Allen. Dopo circa dodici mesi dal deludente Hollywood Ending eccoci di nuovo a parlare della nuova fatica del cineasta newyorkese. Stavolta il nostro amato Woody ha lasciato a Jason Biggs ( American Pie) la parte del protagonista Jerry Falk, scrittore di monologhi comici, per riservarsi i ruolo di mentore e svitato aiutante.

Con eleganza il regista Allen segue le peripezie quotidiane del protagonista, alle prese con una carriera che non sboccia, una ragazza umorale, la magnifica e fascinosa Christina Ricci (possiamo ricordarla come la piccola Mercoledì de La Famiglia Addams) e un impresario imbranato e pasticcione ai limiti dell’infarto, un sempre ottimo Danny De Vito.

Molti hanno ravvisato in questo lungometraggio un vivificante ritorno al passato dopo le recenti delusioni, ma a mio avviso più che un ritorno è un movimento apparente. Non basta infatti parlare di psicanalisi, inserire una colonna sonora jazz e mostrare New York in eleganti piani sequenza per raggiungere le vette del miglior Allen. Sono lontani e forse non torneranno più i tempi in cui il regista faceva ridere, sognare e pensare allo stesso tempo.

Non pensiate, però, che il film in questione mi sia apparso brutto, tutt’altro. Contiene alcuni dei migliori momenti dell’ultimo Allen, ottime battute e un canovaccio collaudatissimo. Certo, Jason Biggs non è sicuramente in parte nell’interpretare l’alter ego tutto nevrosi e tentennamenti del suo regista, mentre per gli altri attori nulla si può dire se non che sono eccezionali.

Per tutta la proiezione del film ho continuato a pensare ad una espressione italiana che riassumesse in poche parole le sensazioni che provavo nel vedere Anything Else, e alla fine mi è sovvenuta: potenziale inespresso. Non manca nulla per fare di quest’opera una buona opera, almeno negli intenti. E’ che forse andrebbe più lavorato per risultare migliore e meno zoppicante. Anche se vedere un Allen paranoico e istigatore dell’armamento personale a scopi difensivi vale il prezzo del biglietto più di molte altre cose che escono oggi nei cinema.

Lo diciamo spesso, Woody Allen dovrebbe curare di più ogni film e non farne uscire uno all’anno. O forse dovrebbe osare la carta dell’autorialità più pura, e dare più spessore agli ultimi lavori.
Certo, continueremo ad amare il più grande umorista vivente, ma sogniamo di vederlo tornare, almeno una volta, il grandissimo cineasta che in effetti è.

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