RECENSIONI \ Mer de Noms

Aperfectcircle

di Ilaria Battistella
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gruppo AperfectcircleNell’ anno 2000 Maynard James Keenan (voce dei Tool), Billy Howerdel (chitarra), Troy Van Leeuwen (chitarra), Paz Lenchantin (basso-violini, attualmente negli Zwan) e Josh Freese (ex batterista dei Vandals) colsero tutti impreparati, inventandosi un gruppo dal nulla, gli Aperfectcircle, che sfondarono su scala mondiale con l’ album Mer de Noms (Virgin Records America).
Chi si aspettava un sound simile a quello duro e spigoloso dei Tool rimase sorpreso dalle innumerevoli melodie proposte, ma sicuramente non deluso, perché l’ anima di questo disco è pur sempre malinconica e cupa. La vibrazione “Keenan” dietro l’ angolo.
Il Seattle sound tendente al metal di Judith, prototipo della canzone rock, vibrante e rabbiosa al punto giusto pur rimanendo sempre in equilibrio tra melodia e chitarre taglienti, pare mescolarsi ad atmosfere tendenti al dark-psichedelico, come quelle di Magdalena e Rose, così scura ed ansiosa da poter essere tranquillamente interpretata in chiave di omaggio sonoro a Trent Reznor dei Nine Inch Nails (peraltro presente nei ringraziamenti del retro copertina).
La dolcezza di 3 Libras, leggera e spietata allo stesso tempo, è in crescendo, la melodia palpita, rinvigorisce nel ritornello…e colpisce, mentre in The Hollow è l’ “intensa e vissuta” interpretazione vocale a giocare un ruolo chiave.
Renholdër, conturbante e misteriosa, evoca melodie orientali e nenie sciamane, e soltanto gli archi del finale rimandano ad una sensazione di serenità.
La melodia di Orestes strega ed ipnotizza, volando lungo un interminabile sospiro fino al fulcro dell’ emozione, e Breňa, cantilenante ed intensa ballad non è da meno.
Over, composta unicamente da voce e tastiera (che gioca ad imitare il suono di uno xilofono) è essenzialità tradotta in musica, ma ci lascia con quel sapore dolce-amaro sulle labbra: è davvero finito tutto così?
Quest’ album è un nero cuore palpitante e basta davvero poco perMer de Noms cover abbandonarsi alle sue atmosfere ed inquietudini, alla perenne ricerca di un qualcosa che si può solo evocare: un ricordo, un sogno, una sensazione, che ci perseguitano per tutta la vita e ritornano improvvisamente, come in un cerchio perfetto, lasciandoci senza fiato.





01-02-2006 - visite: 10331

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