sei in OcchiAperti.Net > Benvenuti nella nuova sezione Cinema! > Archivio Recensioni > La leggenda degli uomini straordinari
La leggenda degli uomini straordinari
ATTENZIONE: contiene spoiler
con Sean Connery
CATEGORIA: Flatiline

Ennesimo adattamento da un fumetto, questo lungometraggio parte dal romanzo grafico di Alan Moore e Kevin O’Neil, pur cambiandone alcune caratteristiche, come, ad esempio, lo scellerato inserimento di un americano, Tom Sawyer, in una congrega di personaggi tutti continentali, addirittura tutti inglesi se si esclude il francese Nemo.

In questa sorta di passato alternativo vediamo come, in un’epoca vittoria di fin de siècle, il mondo sia minacciato da una sorta di terrorista soprannaturale e che, per combatterlo, l’allora servizio segreto inglese di premuri di arruolare i migliori uomini della sua epoca, naturalmente eroi di carta usciti dalle menti più geniali degli scrittori di quel periodo. A capitanarli sarà l’esploratore Alan Quaterman, personaggio tratto da "Le miniere di Re Salomone". Nel gruppo sta anche un uomo invisibile, uscito dalla penna di H.G.Wells, Mina Harker, vampira partorita dalla mente di Bram Stoker, Dorian Gray, grande eroe decadente dell’unico romanzo di Oscar Wilde, Dottor Jakyll e il suo inseparabile Mr. Hyde, creati in una notte di incubo dal visionario Robert Luis Stevenson. A far loro da taxista compare un irriconoscibile Capitano Nemo, reso inspiegabilmente indiano dalla follia del regista Stephen Norrington, responsabile dell’adattamento per il grande schermo del fumetto di culto Blade.
A questi personaggi si aggiunge Tom Sawyer, come dicevamo… ma perché? Riserviamo al suo creatore Mark Twain tutto l’affetto possibile e non crediamo che sarebbe felice di vedere usato un suo personaggio a soli fini commerciali. Si, perché la ragione è proprio questa: il pubblico americano avrebbe mal digerito l’assenza di un compatriota come protagonista della lotta al terrorismo ante – litteram.

Se l’idea iniziale sembrava davvero accattivante, e i personaggi sulla carta in effetti lo sono, ciò che lascia più a desiderare è la realizzazione. Tralasciando che la dimensione profondamente vittoriana di ogni individualità venga messo in ultimo piano dal regista in favore dell’azione, possiamo concentrarsi su ciò che rende questo film un fiasco completo, cioè le scene d’azione. Mal rappresentate, con effetti speciali realizzati peggio e coreografie inesistenti. Il dinamismo delle scene viene dato solamente da pessimi e rapidi movimenti di macchina che contribuiscono a rendere l’insieme confuso e caotico, dimostrando che nulla si è imparato dall’incomparabile messa in scena alla Hong Kong. Insomma, aspettiamo Tarantino e il suo Kill Bill.

La sensazione finale che il film lascia è quella della classica occasione sprecata: si poteva presumere un divertimento di novanta minuti, ma scena dopo scena il tutto degrada in noia e addirittura in fastidio all’ennesima inquadratura ballerina.

In conclusione lo spoiler promesso da sottotitolo. Oltre a far capire allo spettatore dopo circa trenta secondi il dipanarsi della trama si viene a sapere che il cattivo di turno, chiamato fino a quel momento M altri non è se non Moriarty. L’acerrimo nemico, nonché nemesi, di Sherlock Holmes. Ebbene, vi lasciamo con una domanda: ma che c’entra Moriarty con questi uomini straordinari? Come si fa a inserire la nemesi di un personaggio se quel personaggio non compare mai? Tutta la teoria drammatica così sapientemente elaborata dai classici greci e giunta giustamente intatta fino ai giorni nostri va letteralmente a farsi benedire, e scusate la crudezza.

Solo altre due parole per Sean Connery, grandissimo attore a cui rivolgiamo un appello: la preghiamo Mr. Connery, legga meglio i copioni prima di accettarli, sicuramente questo non è degno della sua meritata fama.

testo alternativo






visite: 12912
gli ultimi contributi
le ultime della redazione cinema
documento conforme agli standard XHTMLDocumento conforme agli standard css