LIVE \ Appagati ma assuefatti

30 Ottobre 2003, Muse live al paladozza di Bologna

di Clas
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matthew bellamyBologna, Paladozza, 30 ottobre 2003

Stipata dentro al Paladozza, una quantità impressionante di gente aspetta con ansia il trio inglese che qualche anno fa suonava alle tre del pomeriggio all’Indipendent Day con 4 gatti ad applaudirli. Giovedì sera davvero non si respirava (numerose ragazze attorno a me si sono sentite male ma io ho resistito!!!); prima i Cave In (niente di che…), poi, dopo circa mezz’ora di attesa sono usciti. Sullo sfondo le sagome scure (quelle della copertina del cd): Chris in piedi su una piattaforma, Dom con le bacchette in mano, le dita di Matt sui tasti del pianoforte scatenano il ciclone con Apocalypse please, la prima traccia di Absolution. Se i Muse vi emozionano quando li ascoltate nel vostro mediocre lettore cd, non potete immaginare che cosa possono essere sul palco: ti ritrovi completamente in balìa dei loro suoni, vieni sballottato e sconvolto, intrappolato nel loro mondo languido e rabbioso; finchè non sentirai l’ultima nota, l’ultimo acuto, resterai in questo limbo o paradiso dai toni infernali. Fradici di adrenalina abbiamo ascoltato la chitarra fatata di Matt in Citizen Erased, siamo scivolati in Hysteria(…I want it now, I want it now, give me your heart and your soul…), poi New Born, Sing For Absolution e il singolo Time Is Running Out. Farfalle rosse e nere per Butterflies And Hurricanes, i due singoli di Showbiz, Sunburn e Muscle Museum, a seguire Feeling Good durante la quale la voce di Matt è suonata divina anche pallone biancoattraverso il megafono. Una grande luna bianca è scesa sullo schermo per Space Dementia, meravigliosa Endlessly; un pogo esagerato all’inizio di Bliss ma soprattutto con Plug In Baby: due enormi palloni bianchi (proprio come al concerto allo Zenith di Parigi!) sono scoppiati sopra le nostre teste lasciando fluttuare pezzetti di carta gialli e bianchi. Stockholm Syndrome è stato l’ultimo pezzo, senza bis, poi l’incantesimo si è sciolto: siamo rimasti liberi, appagati ma assuefatti, con la voglia di un altro, incredibile assolo di pianoforte.

01-02-2006 - visite: 9784

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