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Alla Ricerca di Nemo
Il maggiore incasso della storia per un film d'animazione
Un altro successo per la Pixar

CATEGORIA: Flatline

Quando, durante il suo primo giorno di scuola, il pesciolino clown Nemo viene catturato e finisce nell'acquario di un dentista, al povero padre Marlin non resta che partire alla sua ricerca e attraversare l'oceano.

Alla ricerca di Nemo diventerà molto probabilmente il cartoon di maggiore successo della storia. Se l’andamento del film all’estero confermerà gli strepitosi incassi ottenuti in patria, Il Re Leone verrà definitivamente scavalcato e il pesciolino Nemo diventerà il nuovo Re del Boxoffice d’animazione.

O meglio, Marlin lo diventerà. Visto che il vero protagonista della pellicola è appunto il disperato padre di Nemo.
Mossa vincente. Perché come ormai e assodato, coinvolgere anche gli adulti è il modo migliore per ottenere buoni risultati al botteghino.
Altro ingrediente che non poteva mancare, gli azzeccatissimi personaggi co-protagonisti. Dalla simpatica Diva, che accompagna Marlin nonostante soffra dello stesso disturbo del protagonista di Memento (perdita della memoria breve), a un gruppo di squali vegetariani e politicamente corretti (ma sull’orlo del cedimento), passando per un gruppetto di pesci rinchiusi in un acquario.

Cosa manca per completare l’opera? Oggigiorno, la tecnologia.
Un’altra certezza sviluppatasi negli ultimi anni riguarda il fatto che ormai i cartoon digitali incassano sistematicamente più di quelli tradizionali. Ed ecco che oltre alla Pixar (filiale digitale della Disney) anche Dreamworks e Fox stanno ormai indirizzando i loro sforzi verso l’utilizzo totale del computer.
E da questo punto di vista, Alla ricerca di Nemo non ha assolutamente rivali. Pur confrontandosi con l’acqua, forse l’elemento più difficile da animare, i geniacci della Pixar sono riusciti a superare di gran lunga perfino il lavoro fatto per Monsters & Co..
L’animazione dei personaggi è di altissimo livello, basti pensare all’espressività del leader dei pesci dell’acquario, Branchia: in alcuni momenti sembra davvero di trovarsi di fronte ad una divertita interpretazione di Williem Dafoe, doppiatore e “ispiratore” nella versione americana. Le scene d’azione sono tecnicamente ineccepibili, grazie a movimenti di macchina perfettamente calibrati, che danno l’idea del perfezionismo applicato a questo lavoro. E che soprattutto riescono ad entusiasmare anche l’adulto più scettico.

Ma per riuscire nell’impresa, oltre alla perfezione tecnica e ai calcoli di mercato, a Nemo è servita anche un’anima.
Sotto un plot semplicissimo e che, verrebbe da dire, riporta la Pixar nei territori dell’infanzia più pura, si nasconde una toccante riflessione sull’identità.
Nemo, che ha una pinna sottosviluppata a simboleggiare il soffocamento operato dal padre, è solo uno dei personaggi “in costruzione”. Dal padre Marlin, un pavido pesce-pagliaccio stanco che gli venga sempre chiesto di far ridere (cosa per la quale fra l’altro non ha minimamente talento), agli squali in lotta con la propria natura, agli imborghesiti pesci d’acquario, tutti sono in viaggio verso se stessi (come direbbe la fricchettonissima tartaruga marina!).
Chi ci riuscirà troverà o ri-troverà se stesso grazie ai rapporti con chi gli sta attorno, costruendosi a vicenda. Come nel vero capolavoro d'animazione del 2003: La Città Incantata di Miyazaki.

Alla ricerca di Nemo continua a sembrarci troppo perfetto, forse troppo furbo e calcolato. Ma è fuori di dubbio che le cose migliori della Disney arrivino ormai tutte dalla Pixar (fatta eccezione per il gioiello Lilo & Stitch), capace di affiancare alle meraviglie tecnologiche il gusto per una buona sceneggiatura.



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