RECENSIONI \ Dangerously in love..con Beyoncè

la regina di cuori d'oltreoceano

di Ilaria
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Le Destiny’s Child si sono prese un piccolo periodo di riflessione, cercando di realizzarsi come singole persone, al di la del ben collaudato gruppo. Kelly Rowland e Beyoncè ci sono riuscite, anche se a far la differenza tra di loro sono le classifiche di vendita. Beyoncè ha debuttato come solista con il disco Dangerously in Love già da qualche mese, con il primo singoloWork It uscito quasi in sordina, ben lontano dalle ritmiche a cui le Destiny’s ci avevano abituato. Poco più che ventenne, (n.d.r. 22 anni da poco compiuti) la bella Texana Beyoncè, ha pianificato molto bene la sua carriera solista, magari affiancata anche da un sommo vate della black music quale è Jay Z, suo conclamato partner nella vita, che le ha spianato la strada. La sua prima partecipazione al singolo del rapper in Bonnie & Clyde ’03, già noto remake della canzone di Tupac (n.d.r. me and my girlfriend), e il prosieguo in Crazy in Love, l’ha lanciata direttamente al numero uno di tutte le classifiche di vendita, per parecchie settimane. Complice un ritornello difficile da dimenticare e un video apparso su ogni emittente musicale che raffigurava l’artista in tutta la sua prorompente bellezza, nonché evidente bravura
Due stili differenti, accomunati da poco, se non dalla cadenza r’n’b, eppure nello svolgimento dei video troppe similitudini le uniscono. Nel video appunto di Crazy in Love e anche in Baby Boy, Beyoncè ha usato parecchi accorgimenti già visti nei video di Jennifer Lopez, rispettivamente Jenny from the block e Ain’t it Funny, in uno ballando sensualmente vestita solo di una pelliccia e nell’altro con movimenti gitani propri di Baby boy nell’assolo musicale.
Tantissime sono le collaborazioni all’interno del suo disco dalla sopracitata Baby Boy che vede il feat. di Sean Paul, in Summertime con Ghostface Killah, Fighting Temptation con Missy Elliot ed Mc Lyte, Hip Hop Star con Big Boi degli Outkast, The closer I get to you con Luther Vandross. Un’altra similitudine con JLo la possiamo trovare nel testo di Be with you, che pare un’accorata dichiarazione d’amore come nel testo di Dear Ben della Lopez. Diciamo che Beyonce ha saputo giocare bene le sue carte, affiancarsi a nomi noti dello starsystem musicale black, giocando molto anche con la sua presenza scenica che le ha molto giovato. .Bellissima, sensuale e sinuosa da il meglio di se in ogni sua apparizione, facendo incetta di ogni possibile riconoscimento, dagli EMA ai Billboard awards ottenendo ben 6 nomination per i prossimi Grammy che si terranno in febbraio a Los Angeles. Pare un successo anche la sua carriera di attrice, che l’ha vista protagonista in Austin Powers the Golmember nel 2002, o nella commedia Fighting Temptation al fianco si Lauryn Hill, Will Smith e Faith Evans. Non l’ho mai vista recitare ma credo che sia una buona interprete, basandomi solo dalla recitazione forzata dei video.
In ogni intervista appare spontanea e genuina, ringraziando mille volte la mamma che le sta accanto in ogni momento e cura personalmente la sua immagine e il suo stile, ringraziando Jay Z quale suo pigmalione e fortissimo amore. Non c’è nulla che non vada in lei, se non la normalissima banalità dei pezzi senza alcuno spessore, che puntano direttamente sulla ballabilità e commercialità per cui sono nati. Brava interprete, come ce ne sono tante, ma fresca immagine di cui la scena americana era povera da molto tempo, forse proprio da quando le Destiny’s si sono prese la pausa di riflessione.Un disco di certo non indispensabile.



01-02-2006 - visite: 10465

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