RECENSIONI \ I Korn amano gli specchi

TAKE A LOOK IN THE MIRROR, l'ultimo album dei Korn

di Clas
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I Korn tornano alla grandissima con il nuovo album, Take A Look In The Mirror, korn bandrivelandosi ancora una volta uno dei gruppi più genali e personali degli ultimi tempi. Nonostante le miriadi di contaminazioni che hanno subito, il sesto e ultimo lavoro dei Korn fa contemporaneamente un passo all’indietro e uno in avanti: riprendendo le sonorità più dure e metalliche dei primi albums, J. Davis e compari riescono a convogliare le loro energie in qualcosa di maggiormente equilibrato rispetto a Issues, forse il più scarso ma anche il più accessibile e quindi commerciabile (cfr pubblicità della Puma con Make Me Bad) e al penultimo Untouchables , un album a mio parere in cui i nostri cari avevano perso un po’ di vista la meta. 13 tracce più una traccia fantasma (meravigliosa cover live di One dei Metallica che hanno registrato agli MTV Icon nel giugno 2002...darkness...imprisoning me!!!!) che ci dicono che il lupo perde il pelo ma non il vizio, poichè miscelano sonorità più metal, più dure e rabbiose con melodie malinconiche e oscure. La prima è Right Now che subito cattura con un grintoso riff di chitarra, lento ma potente quanto basta, che incombe per tutto il pezzo; un urlo in conclusione lascia spazio alla dolce voce di J.D. in Break Some Off che riflette nello specchio le melodie più orecchiabili di Issues ma poi ti spara nell’orecchio un grow alla Napalm Death (no…forse sto esagerando, però ci siamo quasi…). Counting On Me è simile ad una ballad, che è una parola grossa da associare ai Korn (ma mi prenderò le mie responsabilità), Here It Comes Again rivela perfettamente il connubio di ying e yang, biano e nero con una melodia agrodolce e distorta. Stupenda l’apertura di Deep Inside che invita all’introspezione dei lati più oscuri e malati della psiche umana su uno sfondo oserei dire “gotico”; ritmatissima dalla chitarra e dalla voce ghignosa,Did My Time è una delle più varie, fedeli e sconvolte dal “tooooooim” molto heavy. La settima traccia è Everything I’ve Known che dice “all love turned to hate” rivelando un po’ l’anima spietata, romanticamente oscura di questa band; Play Me è un massiccio pezzo hip-hop-metal featuring Nas mentre Alive trasuda uno spiraglio di luce che scivola via, inghiottito dal buio, in perfetto stile Korn. Let’s Do It Now ingannevole si apre con una issue-cornamusa ma poi spacca di brutto! I’m Done è un urlo di dolore mentre Y’all Want A Single è grottesca ed ha un ritmo korn, life is peachyaccattivante. L’ultima (ma non proprio…), When Will This End rappresenta l’oscuro labirinto della mente umana, nel quale troppo spesso ci perdiamo. Che dire? Questo lavoro dovrebbe soddisfare i fedelissimi e coloro che si avvicinano ai Korn per la prima volta, perché Johnatan Davis & compari, sanno farsi portavoce come pochi altri della nostra generazione, rabbiosa, suscettibile ma satura di emozioni scalpitanti e di introspezione.
I Korn sono cresciuti proprio come quel bambino, ma si sono mantenuti fedeli a quello che erano. E poi, insomma, diciamolo: la voce di Mr. Davis è una delle più profonde e sexy degli ultimi tempi…cosa?! Ho gusti distorti?!


01-02-2006 - visite: 9799

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