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Underworld
Ancora un crossover cinematografico...
Vampiri contro Licantropi: l'originalità al potere!
underworld
CATEGORIA: Flatline

Lontano dagli occhi degli esseri umani, da secoli Vampiri e Licantropi combattono una guerra le cui origini sono ormai state dimenticate.
In una metropoli gotica le due fazioni si fronteggiano con la diplomazia e il progresso tecnologico, non disdegnado ogni tanto di darsele di santa ragione.
La vampira Selene(smettetela di ridere!) comincia ad indagare su un giovane uomo a cui il nemico sembra interessarsi.



Il problema di Underworld è che è un film dannatamente derivativo.
E non solo per i miti a cui attinge. Dimenticandosi per un attimo che si sta assistendo ad una pellicola su Vampiri e Licantropi, il riferimento principale resta sempre quello: Matrix.
Ovviamente le scene d'azione sono passate dalle parti di Blade, fortunatamente non portandosi dietro quello spirito tamarro che poco avrebbe giovato ai personaggi.
E se fra le pieghe di questo film diretto dall'esordiente Len Wiseman si possono facilmente scorgere echi di un classico come Romeo e Giulietta, ancora più facile sarà accostarlo a quella sorta di nuovo genere cinematografico che è il Playstation Movie (benchè non sia tratto da un videogioco).
E infatti dall'azione vorticosa e il montaggio anti-sonno emerge una splendida eroina.
Kate Beckinsale e il suo vestito di pelle attillato sono la cosa migliore di Underworld.
Ancora prima di averlo visto.
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Ben sapendo che il successo del film, che negli States ha doppiato i costi, è chiaramente legato ai suoi aspetti derviativi, proviamo comunque ad analizzarlo senza pregiudizi.
Innanzi tutto, pongano un freno alle loro aspettative gli amanti dell'Horror.
Underworld non può essere il buon film dell'orrore che molti attendono, per un semplice motivo: è molto difficile collocarlo in quel genere.
Il cinema Horror è da sempre legato alla contemporaneità, alle ansie e alle paure dell'Individuo e della Società, il cui rapporto cerca di riflettere nelle sue tensioni più efficaci presso il pubblico.
Questo è il cuore del genere, e Underworld vi sta il più lontano possibile.
I miti non vengono attualizzati, ma al tempo stesso perdono l'aggancio con le simbologie che stavano alla base della loro creazione.
E così nel grigio metallico che caratterizza la fotografia del film, Vampiri e Licantropi restano solo figure immediatamente riconoscibili con cui giocare. In un action freddo e immediato.
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Una volta collocato, Underworld riesce ad essere godibile.
A suo vantaggio gioca un'attenzione maniacale alle caratterizzazioni delle due fazioni. Anche se doveste odiare il modo in cui vengono rese le due stirpi dannate, non potrete fare a meno di constatare che le differenze nel vestire, nel pensare e nel muoversi vengano utilizzate in maniera funzionale e chiara.
E in un film in cui, sostanzialmente, Vampiri e Licantropi fanno di tutto per eliminarsi a vicenda, questo tipo di chiarezza non guasta certo (oltre all'innegabile surplus di fascino garantito dalle due figure).
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E a questo punto, inaspettatamente, Underworld gioca un'altra carta. A ben vedere, infatti, la trama acquisisce man mano che il film va avanti una salutare, anche se minima, complessità. Benchè risibili, i misteri e le sottotrame, per il semplice fatto di esistere, sono molto più di quanto ci si aspettasse da queste parti.
La sceneggiatura ad un certo punto pare addirittura collocare i protagonisti in una interessante posizione di stallo, bloccati dalle spinte divergenti che arrivano dalla loro natura, dai loro sentimenti e dalla fedeltà all'organizzazione sociale a cui appartengono.
Purtroppo tutto ciò si risolve in fretta. E il dramma dell' identificazione e della collocazione sociale viene asportato con l'accetta.
Un altro punto a favore del film lo mettono a segno gli effetti speciali. Tutt'altro che buoni a dire la verità (e lo si capisce dal budget: solo 22 milioni di dollari), ma anche piacevolmente artigianali. E in un epoca in cui l'abuso del digitale sforna prodotti fintissimi, qualche orribile modellino può addirittura riuscire a vincere la sfida.
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Le pecche che finiscono per azzoppare Underworld sono, purtroppo, un classico: brutte scene d'azione ed una parte finale stancante e noiosa.
Per le prime fare di meglio era francamente lavoro da grande regista, vista l'esigenza di coprire la mancanza di budget e l'inesperienza degli attori. E in fondo l'abilità videoclippara di Wiseman riesce ad arginare la catastrofe.
Per quel che riguarda invece il finale, qualcosa per vitalizzarlo lo si poteva fare, come ad esempio non eliminare le varie tensioni tra i personaggi.
Ma soprattutto si poteva evitare di far durare un' eternità(1 h e 55 min) una pellicola così palesemente d'intrattenimento.

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