LIVE \ Quattro chiacchiere con gli Aperfectcircle

esclusivaaaaaaa!!!

di Ila & Clas
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Aperfectcircle gruppoAncora scioccate ed incredule le vostre amate corrispondenti si apprestano a raccontarvi la più incredibile (per ora...) avventura della loro acerba carriera giornalistica, svoltasi al Velvet di Rimini dopo il concerto degli Aperfectcircle. Prima dell’ inizio dello show fa capolino nel rumore generale un simpatico addetto ai lavori, che ci comunica che le foto sono vietatissime (giustificazione: ignoto “problema” agli occhi del cantante); privi di gruppo spalla gli Aperfectcircle si presentano sul palco… ma manca qualcuno, Maynard Keenan, la cui ombra si delinea nell’ oscurità dell' ambiente all’ interno di un bianco cerchio perfetto.
In un gioco di apparizioni e sparizioni la melodia di Vanishing ipnotizza dalle prime note: il gruppo, concentrato sulla propria musica, sembra percorrere un sentiero intimo e misterioso, in una dimensione lontana dalla calca confusa e disordinata del pubblico, dando talvolta un’ impressione di distacco. Ci aspetta una miscela di rabbia (The outsider, The hollow, Magdalena), sofferenza (The noose, Rose, Weak and powerless), passione (Blue, Pet), costantemente cullate dall' abbraccio della malinconia.
L’ unico spiraglio di luce, The nurse who loved me, in una versione più lunga ed adattata all’ atmosfera del concerto; tra i classici Judith, potente e rabbiosa, Rose, tagliente e claustrofobica.
Orestes, la liberazione dopo la sofferenza, e 3 Libras che attraverso “gli occhi di una tragedia” svela i segreti della sua tristezza latente, tra gli episodi più emotivi del concerto.
Per rendere più speziata la nostra recensione abbiamo volutamente tralasciato un dettaglio tutt’ altro che irrilevante: i pass per il backstage, consegnatici per caso all’ entrata del locale dall’ ammiccante responsabile delle bodyguards degli Aperfectcircle.
Scettiche ed emozionate ci dirigiamo verso il privé insieme ad una decina di altre ragazze, dopo aver superato le transenne tra gli insulti dei fans meno fortunati e in particolare degli uomini, che non erano ammessi.
Una scena raccapricciante ci attende: il bassista Jeordie (ex Marilyn Manson) irrompe barcollando e comincia a comportarsi come un sultano smanioso nel suo harem personale (molto significativa l’ esclamazione dell’ Ila: “Ragazze, qui molte tette e pochi autografi!”). Riusciamo a farci scarabocchiare una firma sul biglietto, lasciandolo però a mani vuote (impresa non da poco).
Attonite fissiamo James Iha che si avvicina sorridente e intimidito dall’ assalto delle fans: comportandosi come un vero gentleman scambia quattro chiacchiere con noi. Clas è in fase “sogno o son desta?” e non riesce a spiaccicare parola.
Ila fa ricorso agli ultimi neuroni rimasti per fare qualche domanda intelligente a James (cosa che non le è proprio riuscita con Billy, il chitarrista che intanto si mangiava dell’ insalata): dopo qualche commento sui capelli biondo platino, il look made in Italy e i loro impegni in tournèe, gli chiede una “very personal question” riguardo all’ esperienza con gli Smashing Pumpkins.James Iha Lui, in modo scherzoso, definisce “divertente” il periodo vissuto con il gruppo, poi ritratta con “bello e molto triste”. Gli strappiamo anche un gossip su Maynard e scopriamo che durante le esibizioni è solito indossare una parrucca (mah…).
Facciamo la conoscenza del batterista Josh (Vandals) e attendiamo invano il cantante, che però, simpaticamente, decide di non presentarsi affatto…Comunque soddisfatte usciamo dal locale e raccontiamo agli amici l’incredibile (e invidiato) incontro.












01-02-2006 - visite: 20517

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