RECENSIONI \ Calla - Televise

Tra ombra e trasparenza

di Ilaria Battistella
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Calla bandIl trio texano ci riprova, lasciando momentaneamente da parte l’elettronica.
E il risultato è più che soddisfacente, anche se in un primo momento quest’album aveva suscitato in me qualche perplessità: il richiamo alle atmosfere dei Cure è palese, in particolare in Don’t hold your breath (Lullaby docet). Spesso il confine tra il “prendere ispirazione” e il “ricalcare” il modello musicale di un gruppo è molto sottile…
Poi qualcosa ascolto dopo ascolto mi ha fatto cambiare idea. Aurelio Valle (chitarra/voce) e compagni (Wayne Magruder – batteria, percussioni, programming e Sean Donovan – tastiere, basso, programming) non puntavano certamente ad un cauto e malinconico sottofondo, ma piuttosto ad un gioco di sfumature delicate, di melodie tendenti al dark, di atmosfere tutt’altro che immediate, che nella maggior parte dei casi richiedono più ascolti.
Strangler, vibrante d’ intensità e malinconia, è esemplare dell’album, distorsione e melodia sono perfettamente calibrate; Astral oscilla tra lentezza e rassegnazione, come l’ombra di una piccola fiamma mossa da una brezza improvvisa.
Velate di un pizzico di mistero Monument e Customized rivelano una ritmica che culla e ipnotizza allo stesso tempo, tra battiti e sussurri. Televise, title track e brano più ritmato di tutto l’album, racchiude una miscela di funk, post rock e “Radiohead style”, gioca con le percezioni dell’ascoltatore, distendendole e contenendole alternativamente.
Pete the killer e As quick as it comes/Carrera Televise cover sono canzoni più atmosferiche, tutto il loro fascino è dovuto alle melodie della chitarra e gli effetti.
E potrei continuare per ore in questo modo.
Televise è un’opera introspettiva, che riesce però a renderci partecipi delle sue ombrose intuizioni; Televise è un album d’incanti di voce e di sospiri, un album di sensazioni, ma richiede orecchie vigili e un po’allenate. Ascoltarlo è come fissare il proprio sguardo su uno specchio d’acqua: la trasparenza della superficie cela i misteri della profondità.


01-02-2006 - visite: 9587

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