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Coffee and Cigarettes
Caffeina, Nicotina, Intelligenza
di Jim Jarmusch
coffee and cigarettesCATEGORIA: Beo, beo, capio un caz, ma beoooo

Dodici cortometraggi mascherati da lungometraggio. Con queste parole il regista Jim Jarmusch ha presentato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia il suo Coffee and Cigarettes. Girati come film autonomi e negli anni arrivati a comporre un progetto unitario, gli episodi si intrecciano grazie alla presenza di storie ricorrenti e di battute analoghe nei quadri che il regista indipendente compone. Si, perché di quadri si tratta, dipinti in un bianco e nero apparentemente povero, ma ricco nella sostanza; fotografati da grandi operatori, tra cui anche un Tom di Cillo che ricordiamo giovane e promettente autore agli inizi degli anni ’90 ( Si Gira a Manhattan e Box of Moonlight) e poi perso nei meandri dell’industria.

Carrelata di divi-amici, si parte da uno strabordante Roberto Benigni a colloquio con Steven Wright, e si giunge alla fine passando per il duo Iggy Pop – Tom Waits, amici – nemici nella vita, attraversando la diva Cate Blanchett in un doppio ruolo e le nuove rock star Jack e Meg White alle prese con una macchina di Tesla. La palma del miglior episodio va forse a RZA e GZA del Wu Tang Clan a colloquio con un Bill Murray dipendente dalla caffeina.

Come esplicita fin da subito il titolo il film si snoda nei bar, tra caffè e sigarette, vizi dell’anima prima che del corpo, vizi che attraggono, vizi che liberano dalle convenzioni dell’ american way of life imperante. Dal bianco e nero fino alla scelta di un tema così politicamente scorretto Jim Jarmusch continua a confermare il suo statuto di cineasta indipendente e perimetrale rispetto all’industria. Prodotto invendibile questo lungometraggio, balsamo per l’anima del cinefilo. Brani di vita, reale o immaginata (immaginaria), strane situazioni che prendono vita e restituiscono la realtà molto più di quanto non facciano le opere cosiddette realiste.

La musica poi la fa da padrona: da sempre elemento centrale nel cinema di Jarmusch, qui si lega indissolubilmente al contenuto, presentando in primo piano i musicisti come attori, e se Meg White pare un po’ a disagio, il fratello(?), come già aveva mostrato in Ritorno a Cold Mountain è attore nato e pare riconoscere nella natura di rock star lo statuto di finzione che la accompagna. Grande sorpresa poi arriva da RZA e GZA, assolutamente perfetti come attori, sicuramente due tra i personaggi più raffinati del mondo Hip Hop contemporaneo: teniamo a ricordare come RZA abbia mostrato la propria grande cultura musicale componendo per Tarantino un pirotecnica colonna sonora in Kill Bill.

Come si può vedere da quanto detto prima questo film è un film di destini incrociati, che mostra la vita come una scacchiera, terzo elemento ricorrente in tutti gli episodi che viene a sommarsi al caffè e le sigarette del titolo. Caffeina, nicotina e strategia nel gioco, gli elementi cardine dei dialoghi a cui assistiamo: le interazioni tra i personaggi, (o tra le persone) sono sempre frutto di strategie, ogni dibattito è una partita di scacchi accompagnata dai piaceri “proibiti” della vita.

Coffee & Cigarettes è un lungometraggio molto più ricco delle parole che si possono dire per consigliarlo, ma noi lo facciamo con forza. E’ un lavoro da ammirare e da gustare, una perla nei nostri giorni. Vicino ai dialoghi in libertà di Blue in the Face, il seguito di quello Smoke che tante attenzioni suscitò una decina di anni fa, aggiunge follia, irriverenza e una visione registica sicuramente più totale e compatta del suo naturale predecessore.

Giunti alla fine di questo racconto vogliamo solo ricordare al pubblico di non lasciare la sala prima della fine dei titoli di coda. Lasciatevi cullare della roca voce di Iggy Pop, fine alle parole conclusive, che desideriamo fare anche nostre: Long Life to Joe Strummer lunga vita a Joe Strummer, leader dei Clash, recentemente scomparso.


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