sei in OcchiAperti.Net > Benvenuti nella nuova sezione Cinema! > Archivio Recensioni > La Passione di Cristo
La Passione di Cristo
Abbiamo visto per voi il film-scandalo di Mel Gibson
Il film del momento
La passione di cristoLa Passione di Cristo è uno di quei film che fanno la gioia del critico cinematografico. Quando una pellicola solleva tante polemiche da divenire un evento, si può stare certi che a tutti (dal cinefilo a chi vede due film in un anno) interesserà sapere cosa ne pensi. Una volta tanto, chi scrive di cinema si trova al centro dell’interesse nazionale. Risultato: il critico muta in giornalista generico, si scorda del film e si mette a parlare solo delle reazioni della gente…

Ma l’amore e l’odio, che La Passione di Cristo è riuscito ad attrarre in egual misura, scaturiscono da temi che non possono essere trattati alla stregua di una grande operazione promozionale. Vogliamo quindi premettere fin da subito che la nostra sarà un’analisi del film, non una presa di posizione sui temi trattati.

Mel Gibson è la superstar di Hollywood che più ha avuto modo, negli ultimi anni, di ribadire con forza la propria fede cristiana. Si dice che sia anche antisemita, per via delle dichiarazioni che il padre, figura molto importante nella sua vita, avrebbe fatto alla stampa.
A noi tutto questo non interessa.
La Passione di Cristo può essere considerato un film antisemita? Secondo noi no, senza alcun dubbio.
La scelta di Gibson è quella di seguire fedelmente il testo sacro. I pochi momenti in cui se ne discosta sembrano quasi sempre dovuti alla volontà di fugare ogni polemica (ricordiamo che queste sono cominciate quando di pronto c’era solo la sceneggiatura). Basti vedere come viene gestito il personaggio che aiuta Cristo a portare la croce. Oppure, in maniera ancora più evidente, l’episodio in cui il Sinedrio lo condanna, nel quale Gibson sembra suggerire una sorta di complotto di pochi ai danni di Gesù.

La fedeltà al testo sacro. E’ questo semplice concetto che sembra animare il progetto del regista di Braveheart.
Come da titolo il racconto è incentrato quasi unicamente sulla Passione di Cristo, ma Gibson sceglie di affidare la comprensione delle cause e delle figure presenti ad alcuni brevi flashback.
E’ chiaro quindi l’intento didattico del film. Un impressione che resiste anche all’enorme e imprevisto successo riscosso negli States: se Gibson avesse avuto intenzione di fare soldi avrebbe potuto affidarsi a ben altri progetti (Arma Letale 5? Mad Max 4? Braveheart 2? I sequel inutili sono considerati affari ben più sicuri).
Sempre ad un intento didattico va ricondotta la scelta di far recitare gli attori in Aramaico e Latino (non temete, la produzione ha imposto che il film venisse sottotitolato).
Ma il punto sul quale il film basa la sua peculiarità, rispetto ad altre versioni della Passione, è la rappresentazione non edulcorata della violenza.

C’è chi ha scritto che La Passione di Cristo è il film più violento che si sia mai visto.
Diciamo così: si tratta del film più violento che lo spettatore medio vedrà nell’arco della sua vita.
Di fronte alle atrocità che Gibson non risparmia al pubblico, perdonate lo sfogo personale, abbiamo un dubbio.
Da sempre nel nostro piccolo combattiamo contro le malefatte della Censura in Italia. Da sempre la violenza attira le forbici molto più facilmente del sesso (purché non omosessuale!). Da sempre la Chiesa ha avuto un ruolo importante nella storia della Censura Cinematografica in Italia.
Cosa succederà a questo film, che ha ricevuto il massimo divieto possibile nella maggior parte dei paesi in cui è uscito?
La violenza nel cinema finirà per trovare una tardiva ma salvifica legittimazione?
Ridicolo che avvenga così, ma ci speriamo...

Cinematograficamente, per quanto ci riguarda, La Passione di Cristo rischia di sembrare ingenuo, soprattutto per l’utilizzo di codici di rappresentazione presi di peso dall’Horror degli ultimi anni. Una spettacolarizzazione che Gibson avrà sicuramente utilizzato in tutta onestà, e che non manca di fare effetto in un film che può a tutto diritto essere definito uno “shocker”. Ma che purtroppo finisce per portare alcuni momenti esteticamente fuori bersaglio.

Non troverete un giudizio alla fine di questa pagina.
Riteniamo La Passione di Cristo un film ingiudicabile. Un oggetto bizzarro e di difficile comprensione. Che finirà per valere a seconda di quanto sarà intelligente il dibattito che lo seguirà.
Perché non è assolutamente detto, come molti scrivono all’estero, che il film piacerà ai credenti e non piacerà a chi non ha fede.
Anzi, noi crediamo che il film abbia il grande merito di aver scelto di utilizzare una rappresentazione tutt’altro che “aperta” del testo sacro: quindi forse indisponente, ma indubbiamente personale e sincera.
Partendo da questo presupposto, non siamo affatto convinti che i credenti italiani finiranno per essere costretti a concordare in tutto e per tutto col monolitico Mel.
Siamo proprio sicuri che la figura di Cristo possa essere scarnificata in questo modo, al punto da rimanere solo quella di un uomo che ha subito una quantità insostenibile di violenze? Siamo sicuri che la forza di Cristo possa essere rappresentata solo come una sorta di straordinaria e virile resistenza al dolore, e quindi alla tentazione di cedere?
Siamo invece certi che, nonostante la furente opera di Gibson, saranno molti i credenti che continueranno a pensare che il Vangelo abbia molto più valore come testo simbolico interpretato.


E' per questo motivo che vi invitiamo a spedirci una vostra recensione de La Passione di Cristo(mandatela a: matteoburiani@tin.it). La lunghezza del testo non è fondamentale. Gli scritti che ci perverranno saranno pubblicati qui su Occhiaperti.net, in modo da dare la possibilità ad ognuno di voi di comunicare un parere approfondito sul film. Che potrà anche essere diverso o totalmente opposto rispetto al nostro: la cosa ci farebbe molto piacere.

Qui sotto potete trovare le recensioni inviateci dai lettori di Occhiaperti.net


visite: 15302
gli ultimi contributi
le ultime della redazione cinema
documento conforme agli standard XHTMLDocumento conforme agli standard css