sei in OcchiAperti.Net > Benvenuti nella nuova sezione Cinema! > Archivio Recensioni > A / R - Andata + Ritorno
A / R - Andata + Ritorno
Il nuovo film del regista di Santa Maradona
con Venssa Incontrada
andata e ritornoCATEGORIA: Film da grande pubblico, con stile

Se andrete a vedere questo film scordatevi il trailer e il lancio pubblicitario. La maggior parte degli articoli giornalistici che trovate sui giornali seguono pedissequamente quanto dichiarato dalla casa di distribuzione. Ebbene, i fatti non rispecchiano le pubblicità. Marco Ponti, al suo secondo film, invece di fare una tradizionale storia d'amore gioca con il film di rapina, genere sconosciuto all'Italia fin dai tempi de I Soliti Ignoti, e lo fa a modo suo.

Cinema di genere dunque, cinema cinefilo e citazionista. Se il precedente lavoro del giovane cineasta torinese aveva indispettito più di uno spettatore con la sua voglia di strafare (si lo avevamo capito che Ponti ama Godard) e di dimostrare al mondo la propria cinefilia e il proprio talento, ricordiamo Santa Maradona come un film irritante per molte ragioni, in questo Andata + Ritorno il figlio d'arte si rilassa, lascia fluire una storia ai limiti del surreale e gioca con i suoi personaggi meglio di quanto non avesse fatto in passato.

Sarà il non dover ripetere i fasti di Muccino, sarà che è stato più libero grazie all'assenza di una star come Accorsi che di solito si mangia il film sotto più di un punto di vista, ma questo lungometraggio è assai più godibile del precedente, meglio riuscito anche se più “imperfetto”.
Andata + Ritorno parla di un pony express indebitato, di un viaggio intorno al mondo abortito in seguito ad una disavventura giudiziaria, di una hostess con problemi di memoria a lungo termine e di un vecchio fattorino di hotel con problemi nella memoria a breve termine e dello sciopero più grande della storia della nostra Repubblica. E, soprattutto lo fa in uno stile debitore del Kevin Smith di Clerks esplicitamente citato dal nome del personaggio del simpatico Libero de Rienzo, Dante.

Ma non possiamo dimenticare che questo è un film italiano e che i produttori non ti lascino fare un film di rapina impunemente. Se non ci sono tracce di commedia all'italiana, o di una love story come chi sborsa i soldi comanda, niente da fare. Ponti ne è consapevole, e così gioca con questi stili, in un modo che forse solo lui sa fare. La storia d'amore tra Dante e Nina, una sempre più bella Vanessa Incontrada, non ha nessuna giustificazione narrativa, così come molti stacchi comici del film. Ed è così che Ponti rende evidente il meccanismo produttivo: l'unica sequenza che narrativamente funziona è quella, per quanto semplice, della rapina finale. A mio avviso il giovane torinese riesce a mettere in luce le difficoltà di girare in film di genere in questo paese, e lo fa con il tono strafottente e superbo della sua città.

Certo, chi odia il cineasta non so se troverà in questo lungometraggio i motivi per far scoppiare il suo amore artistico. Chi, come me, aveva mal sopportato il suo atteggiamento da primo della classe e il voler mostrare tutta la propria abilità e competenza in Santa Maradona, potrà trovare tra le righe del film i motivi per cui questo ragazzo avrà un bel futuro nel cinema di casa nostra, a patto che riesca a strappare alle produzioni una autonomia maggiore.

Non stiamo certo dicendo che questo è un film perfetto, lungi da noi l'idea. Ma è un film leggero nella connotazione positiva del termine. Magnifiche sono comunque le parti dei piccoli personaggi, gli alieni surreali che popolano il film: da un Kabir Bedi alias Tolsotj che seduce con la sua magnifica voce, fino ad una taxista che con tono crescente di voce salmodia un “Berlusconi no” ad una attonita Incontrada, passando per i Jay e Silent Bob di casa nostra, il lavoro scorre fluido per tutta la sua durata.

Aspettiamo Ponti ad una prova ulteriore, anche se, purtroppo ci vediamo costretti a scommettere su una scarsa riuscita commerciale del lungometraggio, che gli pregiudicherà future incursioni nel cinema di genere. Speriamo sinceramente di sbagliarci.


testo alternativo




visite: 12434
gli ultimi contributi
le ultime della redazione cinema
documento conforme agli standard XHTMLDocumento conforme agli standard css