LIVE \ Melissa Auf der Maur

il debutto on stage da solista

di bonus
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Melissa Auf der Maur
Quando arrivo all’Estragon sono le 21:35, e con sgomento mi accorgo che un gruppo sta già suonando, mi viene letteralmente un colpo, guardo l’ora e sono sempre le 21:35, e mi domando: “Ma come c***o si fa a cominciare un concerto così presto?!”
Poco male, mi viene in soccorso un’immagine di Melissa al tempo delle Hole, durante l’Heineken Jammin’ Festival del 1999, e questo mi rasserena.
Entro curioso di vedere in quanti sono accorsi all’evento: c’è già un buon numero di spettatori, nonostante l’orario.
Si stanno esibendo i Living Things, gruppo di supporto che esegue un rock n’roll molto standard: non mi colpiscono più di tanto, anche se la voce del cantante è veramente bella, profonda, calda coinvolgente, per il resto tutto abbastanza normale, il sound scivola sulle mie orecchie senza lasciare particolari emozioni.
Discutendo con qualcuno della sala giungiamo alla conclusione che rispetto alla media dei gruppi di spalla, questi Living Things fanno sicuramente parte del limite superiore. L’unico sussulto che pervade i miei sensi durante l’esibizione è la presa di posizione politica del gruppo, esaltata dalla totalità del pubblico: si procede all’accensione della foto di Mr. Bush. Boato, applauso e si ricomincia.
Finita la performance attendo con impazienza l’arrivo di Melissa Auf der Maur; passa mezz’ora, tre quarti d’ora, mentre si prepara il palco, la mia trepidazione viene castrata dalla snervante attesa, troppo lunga, quasi come troppo presto è cominciata l’esibizione del gruppo di spalla.
Comincio ad essere un poco infastidito, quando ho un’altra apparizione, questa volta però non è una traccia mistica o un’allucinazione, è proprio Melissa nella sua esile persona.
Il tutto viene presentato da un coro registrato, in cui si ode una litania che ripete più volte “Auf der Maur, Auf der Maur…”, interpretata da bambini ed improbabili direttori di coro (provate ad immaginare omoni da Ocktoberfest con in mano un boccale di birra che intonano questa strana cantilena).
Lo show ha inizio: riconosco le note di Lightning is my girl, ma qualcosa non va, ciò che sento non è la voce intrigante dell’album, ma un’altra, molto più sottile e acuta, sembra quasi in balia…poi capisco, Melissa non sente proprio nulla e si sbraccia per far in modo che il monitor venga alzato il più possibile. Già dal secondo pezzo Real a lie le cose cambiano, nonostante la resa vocale sia meno accattivante che sul supporto audio.
Il live procede, la ragazza ci sa davvero fare, parla con il pubblico, regala le sue emozioni, un vero e proprio scambio, i presenti pogano e cantano, meravigliando la stessa.
Più si procede più Melissa e la sua band si fanno convincenti, ma è lei che attira tutta l’attenzione: più passa il tempo più canta ed interpreta i brani con grande sicurezza e capacità (non dimentichiamoci che nel frattempo suona il basso, ed a mio avviso lo suona alla grande, supportata da una grande batteria, non sarà una virtuosa ma è donna di concretezza, capacità ed atmosfera); senza alcun dubbio i pezzi in cui si esprime meglio a livello vocale sono quelli dove cede il basso, in queste occasioni la resa è davvero eccellente.
Il pubblico esplode per Beast of honor e per la conclusiva Followed the waves, tanto che Melissa a gran voce ritorna sul palco per deliziare con un brano voce-basso decisamente emozionante.
Un’ora veramente tirata, dove meravigliano la dolcezza e l’allegria di questa canadese, tutto il contrario di come si pensa possa essere: Melissa trasuda felicità e divertimento, il pubblico apprezza, si sente abbracciato, tantissimi conoscono le liriche e lei rimane quasi sorpresa, c’è emozione , la gente la respira. Tutto questo confermato dal fatto che al termine del live Melissa si dimostra estremamente disponibile, scambiando quattro chiacchiere con molti spettatori e non negandosi alla folla in cerca di foto ed autografi.
Non si può dire che bene di questa serata passata all’Estragon, Melissa Auf der Maur vince la scommessa, questo debutto da solista è un successo, l’album è un buon primo lavoro, agevolato dalle numerose collaborazioni, il live è una dimensione con cui ha grande confidenza, la resa dei brani è buona, anche se rispetto al CD perde in qualità di suono, chiaramente non si può portare in tour tutti i nomi con cui ha collaborato (guardatevi il libretto con gli artisti che hanno inciso in studio l’album e capirete), in ogni caso il giudizio non può essere che largamente positivo.
Melissa ha letteralmente sotterrato la Love.




01-02-2006 - visite: 11087

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