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Kill Bill Vol.2
Il risveglio dal sogno
L'atteso secondo capitolo
kill bill volume 2Non si può certo negare che l'attesa per Kill Bill Vol.2 fosse molto alta. Il primo capitolo ci aveva lasciati con una conclusione a sorpresa degna di una grande soap, tipica del linguaggio televisivo. Non ci siamo scandalizzati allora, Tarantino ha sempre mostrato una grandissima abilità nel mischiare cultura alta e bassa, generi colti a generi popolari, con una decisa predilezione per questi ultimi. Non si era smentito.

Il vol.2 si apre con titoli di testa anni '40, la sposa in un'auto decappottabile che annuncia le sue intenzioni: non erano certo un mistero. Black Mamba sta andando ad uccidere Bill. E giunge dunque il momento dell'entrata in scena di Bill, in un bianco e nero contrastatissimo, in cui i contorni quasi si mangiano le immagini, pellicola sgranata e sequenza western di sceneggiatura, dove il massacro del matrimonio viene lasciato fuori campo.
Poi il film procede, sappiamo già cosa ci sarà. Prima Budd, il sadico Michael Madsen, poi Elle, la magnifica Deryl Hanna, ed infine Bill, l'unico rimasto, un David Carradine che il trailer ci aveva promesso e che ora finalmente incontriamo.carradine
















Ma il tutto non sembra funzionare alla perfezione. Certo, ci aspettavamo un film diverso dai fuochi artificiali del primo. Certo sapevamo che sarebbe stato un film di sceneggiatura, mentre il primo era un lungometraggio di azione. E sapevamo anche della maestria di Tarantino dietro la macchina da presa. Ed, in effetti, in ogni singola scena, la pellicola funziona. E' piuttosto nel complesso che lascia l'amaro in bocca. C'è meno cura del solito in ogni raccordo di montaggio, in ogni immagine. Lo stile è sempre buono, ed ogni immagine ha una pulizia visiva rara. Ma mancano tutti quei piccoli tocchi di classe che aveva illuminato il volume 1. Abbiamo provato una strana inquietudine ad assistere al film, l'inquietudine che qualcosa non funzionasse. Ed in effetti non funziona la colonna sonora, realizzata dall'amico Robert Rodrigez al costo simbolico di un dollaro. Non funziona il montaggio, sempre troppo scolastico e mai vertiginoso. Non funziona l'impianto metacinematografico del film: laddove Tarantino era solito omaggiare i generi troviamo una parodia, come nella sequenza del maestro orientale, che prende in giro Hong Kong piuttosto che dimostrargli tutto il suo amore.

Il finale poi ha una tocco di buonismo che davvero mi ha lasciato sconcertato. Abbiamo conosciuto un Tarantino sempre pronto a virare il senso di un film in una risata cinica quando non macabra. Stavolta il gioco non riesce e al massimo si può provare tenerezza, ma è una tenerezza da pubblico generalista, non certo da cinefilo di nicchia come era il nostro. Anche se, bisogna dirlo, forse è una finale che gioca a prendere di sorpresa lo spettatore.
L'impressione generale, a caldo (in effetti si merita comunque una seconda visione), è quella di un lungometraggio svuotato di senso, il cui il contenuto lascia posto ad una incerta narrazione e in cui lo stile non è più funzionale a nulla se non alla propria autocelebrazione.
E' piaciuto a molti, a moltissimi, ma non a noi. Magari il problema è nostro, chissà. O magari abbiamo visto giusto e si scopriranno quanti problemi ha avuto Tarantino a girare il film. Lo stesso budget del primo, girato in Oriente, in Occidente non vale le stesse riprese. I tempi di lavoro magari sono stati più brevi del necessario. La Miramax, ormai anni luce lontana dal rispetto degli autori avrà certamente fatto pressioni sul nostro. Il fatto è che Kill Bill vol.2 ci lascia tremendamente insoddisfatti, non fosse altro per le scene intraviste nel trailer e poi scomparse da questa edizione.
Non è una stroncatura questa, piuttosto il rendiconto di una delusione. E per questo diamo un voto che mai avevamo usato.
Un pallino vuoto, sospendiamo il giudizio sul film per lasciare spazio all'unica cosa che ci viene da dire: delusione rispetto alle aspettative

Voto: °



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