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The Phone
La morte corre senza filo
Visto per voi a Udine, lo scorso anno
testo alternativo CATEGORIA: Film da grande pubblico, con stile
The Phone è un horror con tutti i crismi. Teso, morboso, affascinante e soprattutto fa paura. Stavolta la morte corre sul cellulare, non disdegna la rete e colpisce l'istituzione della famglia, non risparmiando nessuno: padri, madri e figlie. Soprattutto figlie. Infatti a sconvolgere la vita perfetta dei protagonisti è una telefonata raccolta erroneamente da una piccola bambina, in seguito alla quale comincerà a dare segni di pazzia. The Phone è certamente un horror tra i più occidentali di quelli prodotti in Oriente, ed è perfettamente rappresentativo della nuova tendenza del cinema coreano. Si tratta di film in genere derivativi dal panorama nostrano, ma che sanno dimostrare comprensione e appropriazione del genere.

I grandi film horror di genere utilizzano spesso strumenti quotidiani e morbosità sessuali per raggiungere i loro scopi: lo fanno in maniera creativa, in modo da avvicinare progressivamente lo spettatore alla vicenda narrata, prendendo la normalità e trascinandola nei territori del paranormale. Il film di Ahn Byung-Ki lo fa alla perfezione: telefono cellulare e turbamenti adolescenziali diventano motori della paura e della tensione, scatenando in particolare un personaggio come mai si era visto. La piccola Young-Ju si trasforma da bambina piccola e dolce a terribile e sanguinaria icona horror, trasformazione resa straordinaria da un'attrice in erba assolutamente sorprendente. Se vi siete meravigliati per il piccolo genio Haley Joey Osment (AI e Il Sesto Senso), rimarrete affascinati dalla bravura di Eun Suh-Woo, maschera di volta in volta di rabbia e innocenza, di frustrazione e odio, in poche parole della complessità dell'animo umano.

Sorprende come il regista sia capace di tenere salde le redini del film, non facendo scivolare nel ridicolo scene che in mano ad altri sarebbe state sprecate.
Teso ed essenziale The Phone non aggiunge nulla al paradigma del cinema horror, ma arriva al cuore del genere non deludendo gli appassionati: di questi tempi non è affatto poco.

Fino a qui quello che abbiamo scritto lo scorso anno ad Udine, forse un recensione più succinta delle altre, ma crediamo che contenga gli elementi più importanti. Non lo abbiamo visto in italiano, perciò non sappiamo dirvi come sia il doppiaggio, ma ne abbiamo un po' paura. Comunque è il caso di fare qualche considerazione a latere. Questo film esce in Italia, ed esce bene: prodotta da Buena Vista e distribuito da Medusa avrà una visibilità che molti altri film orientali si scordano. Speriamo che sia l'inizio di uno sguardo più attento al cinema che amiamo. Certo questa pellicola è piuttosto convenzionale, e molto vicina al pubblico occidentale, ma è pur sempre un inizio.

Avevamo dato tre stelle nel momento della prima recensione. E quello resta il giudizio nella giornata dell'Horror Day di Udine, resta come se fosse un'istantanea delle nostre sensazioni. Ma per l'uscita in sala, con un'anno di sedimentazione alle spalle, decidiamo di togliere mezzo punto, proprio per la convenzionalità di cui si parlava prima, perciò, voto:
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