LIVE \ Mugison & Múm live

una serata surreale

di Ila & Clas
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Mum liveGiovedì 13 Maggio Ferrara ha accolto una parte del microcosmo musicale islandese. Intorno alle 21:30 il palco del Teatro Nuovo ha ospitato Mugison e la sua band formata (a detta anche del medesimo) soltanto da lui ed un computer, nonostante il cantautore fosse circondato da numerosi strumenti, che però attendevano i Múm.
Mugison ha alternato brani di musica elettronica dal sapore bucolico e ballate romantiche di sole voce e chitarra, ricordando a tratti la versione nordica di Lemon Jelly: un’esibizione divertente, ma anche malinconica, dal sapore dolce-amaro. Mugison ha saputo intrattenere il pubblico con battute simpatiche, improvvisando alla meglio qualche frase in italiano e dimostrando ludica confidenza con il suo compagno cervellone elettronico; allo stesso tempo però l’ombra della solitudine, della lontananza dalla propria terra e dalla ragazza (alla quale ha dedicato dolci e fin troppo semplici motivi) è emersa più volte durante l’esibizione.
Mum liveAll’ultimo brano del solista hanno preso parte anche i Múm, che qui hanno iniziato il loro show. Colonna sonora da sottobosco, magico e fiabesco, il suono della terra d’Islanda ha emanato incredibilmente tutto il suo avvolgente calore. Nonostante il velo cupo e l’angoscia caratteristica dei brani dell’ultimo album, l’esibizione è stata intima e familiare, anche grazie al cospicuo numero dei musicisti: l’impressione era quella di una grande famiglia riunita per suonare.
Il palco presenta gli strumenti più svariati, dai più consueti (chitarre, batteria, basso, sintetizzatore, etc.) a “giocattoli” per bambini (chi da piccolo non ha mai giocato con un piccolo xilofono oppure con quella specie di pianola a fiato?!), suonati a turno dai diversi musicisti, che hanno così dimostrato grande talento ed eclettismo. Luci colorate tingono di giada e di amaranto i fumi, che risaltando nell’oscurità del teatro avvolgono il gruppo in una nebbia quasi soprannaturale.
Il brano scelto come intro è Abandoned ship bells, uno degli episodi più scuri dell’ultimo album, perfetto per introdurre il pubblico nelle atmosfere Múm. Il silenzio in sala è completo. L’attenzione tutta per Kristìn Anna ed i suoi vocalizzi lamentosi.
A seguire la dolcissima Weeping rock, rock, Nightly cares e le cupe sfumatore di The ghosts you draw on my back, Sing me out the window e Stir.
Struggente la versione di We have a map of the piano che viene inclusa nel repertorio, anche se appartiene al precedente Finally we are no one. L’impressione è che il gruppo abbia deciso di riservare la prima parte del concerto ai brani della tristezza, per poi passare nella seconda a pezzi più soft.
Seguono quindi How the boat drifts e The island of children’s children per alleggerire l’atmosfera.
Nel finale dell’esibizione stupisce e rallegra i presenti Green grass of tunnel: possiamo definirlo “il singolone” della band? Ecco: ora non manca davvero niente. Mum live
Il pubblico (entusiasta o estasiato?) reclama il gruppo, nonostante il concerto sia durato ben due ore! Non rimanere catturati da questi stregoni del suono, ipnotizzati dai loro melodiosi incantesimi, è impossibile: i Múm hanno superato la prova, dimostrando che il mix tra elettronica e attitudine folk può generare qualcosa di avvolgente, intenso, surreale, che tutti i presenti faticheranno a dimenticare. Di questo siamo certe.




foto di Silvia



01-02-2006 - visite: 9202

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