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L'Alba del Giorno Dopo
Abbiamo visto per voi il Kolossal Catastrofico del momento
Roland Emmerich non si smentisce
The day after tomorrowCATEGORIA: Flatline


Il Professor Adrian Hall, climatologo, studia per trovare una soluzione che salvi il mondo dagli effetti disastrosi dovuti al buco dell'ozono. Quando New York City, dove si trova il figlio di Hall per una competizione scolastica, viene travolta da una tempesta, seguita da un’ inondazione…

Curioso il destino di questa pellicola: nasce come blockbuster disimpegnato e si ritrova invece a fare da manifesto pre-elettorale sia negli Stati Uniti che in Italia.
Che L’Alba del Giorno Dopo possa venire considerato un film “politico” ci sembra perlomeno eccessivo, quasi ridicolo, ma la dice lunga su quanto la politica odierna sia costretta giocoforza ad imboccare la via dell’intrattenimento popolare…

Non si tratta dell’essere in disaccordo con la premessa da cui scaturisce questo film: il genere umano scomparirà, lo dimostra in maniera lampante l’indifferenza al problema dei vertici del mondo. Solo che non succederà nella maniera precipitosa mostrata nel film di Emmerich, ad essere condannate saranno le generazioni che ci seguiranno, i nostri occhi non vedranno quelle magnifiche catastrofi.
L’idea più azzeccata di questo L’Alba del Giorno Dopo finisce quindi per essere il confronto fra padre e figlio, inserito come sottotrama fra una scena spettacolare e l’altra. E la presa di coscienza, da parte del gruppo dei più giovani, che il futuro che immaginavano non potrà più avverarsi.
Purtroppo non ci sono molti altri motivi di interesse in questa pellicola, escluse ovviamente le meraviglie (non poi così stupefacenti, ma spesso efficaci) degli effetti speciali.

Elencare fra i difetti del film le inondazioni di incongruenze (ai limiti del ridicolo) e di inesattezze scientifiche (ben oltre i suddetti limiti) sarebbe impietoso. E in fondo sono l’unica cosa che ti tiene sveglio…
Il problema del regista di Independence Day e di Godzilla è un altro. Non il fatto che lavori su sceneggiature (sue) prevedibili e preconfezionate (con salti mortali pur di non riuscire a sorprendere il pubblico nemmeno una volta), o che i dialoghi dei suoi film sembrino scritti da un bambino, o che la coerenza interna venga sacrificata all’effetto. Il problema del Signor Roland Emmerich è che è una persona (si, prima di tutto una “persona”, ne sono convinto…) inequivocabilmente PALLOSA. Incredibile che nessuno se ne sia mai accorto a Hollywood, e che continuino ad affidargli i più costosi Kolossal Catastrofici: genere in cui bisogna avere un controllo magistrale dei tempi per riuscire a moltiplicare la tensione tra gli spettatori.
C’è chi definirebbe la sua regia “classica”, eppure se c’era una cosa che il cinema Classico sapeva fare era sfruttare alla perfezione le possibilità di coinvolgimento del mezzo. Quella di Emmerich non è perfezione, è mancanza di idee incoraggiata dal nuovo Studio System, che fa film come articoli di un pessimo quotidiano: quelli dei quali leggi solo il titolo.
E’ un consiglio.


P.S. Particolarmente interessante sarebbe stato analizzare a fondo il problema dell' "immigrazione clandestina al contrario". Ma, a pensarci bene, la soluzione adottata da Emmerich garantisce svariate risate scettiche alla fine della proiezione...

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