RECENSIONI \ Morrissey - You Are The Quarry

The Return Of The Moz

di Arianna Cantoni
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You are the quarry Sono passati 7 anni da Maladjusted, la scena pop-rock inglese – e non solo – è notevolemente cambiata e il ritorno di uno dei rappresentanti “storici” di quella scena non può che destare interesse.

Tu sei la preda : già titolo e copertina indicano chiaramente la volontà di prendere posizione nei confronti dei drammatici eventi politico-sociali degli ultimi anni. Due brani che offrono interessanti spunti di riflessione senza ipocrisie o estremismi sono Irish Blood English Heart, primo singolo estratto, che si interroga sul valore del sentimento patriottico, e America Is Not The World in cui Morrissey - benchè nei versi finali dica ”I love you” e di recente si sia proprio trasferito a vivere a Los Angeles – canta ”America the land of the Free, they said, and of opportunity in a Just and Truthful way but where the President is never black, female or gay and until that day you’ve got nothing to say to me to help me believe”.

Moz 2 Più “intimisti” sono Let Me Kiss You, I’m Not Sorry e I Have Forgiven Jesus nonchè Come Back To Camden, ritratto tra il poetico e l’ironico di luoghi e atmosfere tipicamente londinesi. L’unione di humor e romanticismo ritorna in I Like You: ”You’re not right in the head and nor am I and this is why and this is why I like you”, mentre in First Of The Gang To Die si parla di un fantomatico “Hector” che era solito derubare ”The rich and the poor and the not-very-rich and the very poor”…peculiari sono anche certi aspetti della vita di un musicista – la critica, il pubblico, le royalties – affrontati in You Know I Couldn’t Last. Ottimi esempi della maturità vocale e compositiva di Morrissey sono The World Is Full Of Crashing Bores e How Can Anyboby Possibly Know How I Feel?, benchè ogni brano dell’album riesca comunque a distinguersi per una particolare scelta musicale o ritmica – come la centralità delle chitarre in First Of The Gang To Die o gli inserti di sintetizzatore in All The Lazy Dykes.


Moz Sarà per la sua sensibilità particolarmente british - che facilmente passa dalla malinconia più cupa e pessimistica all’umorismo più nonsense e black – ma Morrissey è probabilmente uno degli artisti britannici più sottovalutati nel nostro Paese.

You Are The Quarry può essere l’occasione buona per aprire il pubblico italiano a prospettive musicali diverse, in cui il termine pop non implica necessariamente “musica interamente costruita a scopi commerciali e priva di qualsiasi spessore” bensì un ritorno al suo significato originario di “popular music” come espressione musicale di una certa cultura, in grado sì di raggiungere larghe fasce di pubblico ma dotata di una sua estetica e, perché no, di una sua etica.



Ricordiamo che Morrissey sarà in Italia nell’unica data di Domenica 13 Giugno al Flippaut Festival, Arena Parco Nord, Bologna.
Per informazioni www.morrisseymusic.com - www.barleyarts.com

01-02-2006 - visite: 9991

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