sei in OcchiAperti.Net > Benvenuti nella nuova sezione Cinema! > Archivio Recensioni > Duplex
Duplex
Un appartamente per tre
di Danny De Vito
duplexStrana uscita davvero per questo lungometraggio targato Danny De Vito. Nonostante un cast quasi stellare, Ben Stiller e Drew Barrymore, è stao scagliato fuori dalla distribuzione in un periodo molto fiacco della programmazione. Ed è un peccato, perchè questa black comedy avrebbe meritato maggior fortuna.

Vittima di una scellerata R di restricted negli Stati Uniti (ricordiamo che la R impedisce la visione del film ai minori di 17 anni non accompagnati), in patria il film non ha incassato quasi nulla, rendendo pressochè impossibile un'uscita migliore sul mercato italiano.

E non ci capacitiamo affatto di come il censore abbia potuto affibbiare alla commedia questa censura. Certo la cattiveria di De Vito è ormai scontata nei suoi lungometraggi, ma questo si mantiene decisamente nella norma. Anzi, forse un poco al di sotto. Ma andiamo con ordine.

Alex e Nancy sono una coppia di successo, lui scrittore lei editor per una rivista di pubblicità. Vivono a Manhattan in un piccolissimo appartamento, quando decidono di trasferirsi a Brooklyn, in una casa più grande. Travano una magnifica occasione, la sistemazione dei sogni. Solo che è un duplex, una casa dove vive una vecchietta che loro non possono cacciare, visto che ha un contratto che le consente di vivere lì per il resto della vita. Poco male, decidono comunque di comprarla, tanto, si dicono, la vecchietta non vivrà ancora a lungo. Purtroppo per loro la donna si rivela essere una tremenda peste, che ascolta la televisione a volumi impossibili nel cuore della notte, li tormenta con richieste senza senso e arriva a farli licenziare entrambi. L'unica soluzione possibile per la giovane coppia ex - in carriera, è l'omicidio.
Da un plot a cui, forse, gli italiani sono poco sensibili, De Vito estrae una piacevole commedia grottesca, colorata da venature di cattiveria nera, e una discreta serie di battute. L'elemento peggiore del film è senza dubbio il ritmo, si comincia a ridere solo dopo una mezz'ora abbondante di lungometraggio, ma quando ingrana, la luce del piccolo newyorkese è piuttosto forte e coplisce decisamente nel segno.

Lungometraggio imperfetto, da cui ci si poteva forse attendere qualcosa di più, ma certamente interessante. Proddoto in fretta, si nota qua e là qualche errore di montaggio, vede i suoi momenti migliori in alcune espressioni facciali del talento comico degli anni 2000, Ben Stiller, e in una sequenza ai limiti dell'horror in cui la vecchietta avverte la coppia delle sue capacità di sopravvivenza.

Girato con pochi mezzi, i soldi sono stati spesi tutti per pagare il cast, si svolge tutto in un numero limitato di ambienti e a volte la trama gira un po' a vuoto, ma si può pretendere poco di più da un film ferragostano. Forse da De Vito sì, che si poteva pretendere, ma per ora accontentiamoci di un'oretta e mezza di piacevole commedia nera.

testo alternativo






visite: 12633
gli ultimi contributi
le ultime della redazione cinema
documento conforme agli standard XHTMLDocumento conforme agli standard css