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Catwoman
Ora la supereroina vestita di pelle ha un film tutto suo...
Halle Berry in un ruolo molto molto difficile
CatwomanCATEGORIA: Flatline

Patience è una timida, insicura ed imbranata grafica pubblicitaria. Un giorno scopre che il prodotto di punta dell’azienda per cui lavora è mortalmente tossico. Ovviamente, viene uccisa.
Ma poco dopo rinasce come Catwoman…

Per chi scrive il personaggio di Catwoman è stato fondamentale. Avevo 12 anni quando vidi per la prima volta Batman: il Ritorno, e da allora Michelle Pfeiffer e la sua tuta di pelle aderente rappresentano l’ideale erotico definitivo.
Questo per lasciarvi immaginare come posso aver accolto la notizia della produzione di un film interamente basato sulla donna-gatto...

Ovviamente, tornando con i piedi per terra, sarebbe stato meglio non farsi troppe aspettative.
Si ok, Halle Berry è il nuovo Sex Symbol Hollywoodiano. Ma il personaggio di Catwoman, isolato dal suo rapporto con Batman...potrà essere ugualmente interessante?
E il regista francese Pitof (Vidocq), mago degli effetti speciali passato alla regia, riuscirà a sopperire a questo limite intrinseco?

La risposta è no. Un no privo di risentimento o delusione. Perchè arrivati alla fine di questo Catwoman si è pronti ad accettare qualsiasi cosa, privati di ogni emozione.Catwoman
E’ il genere di sensazione che si prova quando un film è veramente brutto, ma non in maniera divertente. Infatti mi piacerebbe davvero poter scrivere che questa pellicola è talmente orribile da essere consigliabilissima, talmente malriuscita da essere esilarante.
Ma Catwoman è solo un prodotto di una piattezza rara.

La componente peggiore sono gli effetti speciali.
Abbiamo più volte evidenziato come il digitale non possa essere utilizzato come unica fonte di spettacolarità. L’effetto si vede e ormai non stupisce più nessuno, il modo migliore per utilizzarlo è rimettersi a dare importanza alla regia.
Catwoman va oltre, rovinando ogni sequenza d’azione con un animazione che al massimo può sembrare un brutto videogioco.
Verrebbe da pensare a problemi di budget o ad un cattivo rapporto del già esperto Pitof con i programmatori americani. Nulla di tutto ciò: il film è costato più di cento milioni di dollari (che non recupererà), e l’altissimo numero di sequenze in cui Catwoman è totalmente digitale fanno pensare che il regista francese non disprezzasse affatto la componente visiva del suo film (a meno che non se ne sia tornato a casa subito dopo le riprese…).
Catwoman è la prova che resta difficilissimo simulare in digitale un corpo umano in movimento. E se non si ha l’astuzia di collocare il tutto in un’ atmosfera, appunto, “da fumetto” (come fanno ad esempio Spiderman 2 o Hellboy) non si può avere la speranza di restare a galla.

CatwomanPoco da dire su trama e personaggi. Sradicata da Gotham City la nostra eroina perde ogni fascino e finisce divenire il supereroe meno caratterizzato della storia del cinema.
Unico momento di interesse quando ci si rende conto che il film sembra suggerire una lettura femminista, legata alla liberazione dalla repressione sessuale attuata sulla donna dalla società.
Ma il tema viene affrontato in maniera così banale da risultare quasi offensivo.

Intristisce poi vedere Sharon Stone in un ruolo così patetico. Costretta a interpretare l’icona di ogni bellezza che (non) svanisce.
La Stone è ancora stupenda, ma se questo film voleva convincerci ulteriormente non c’è affatto riuscito. Purtroppo è evidente che si tratta di un ruolo da fine carriera, un ultimo tentativo di tornare al successo. Viene voglia di uscire dalla sala.

Catwoman è un film inguardabile, talvolta addirittura indisponente. Un film che vorrebbe essere dannatamente sexy ed invece è solo dannatamente noioso.


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