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Le Conseguenze dell'Amore
Un magnifico noir alieno al cinema italiano
di Paolo Sorrentino
le conseguenze dell'amoreCATEGORIA:Film d'autore con concessioni al grande pubblico

E’ difficile amare per un uomo estremamente metodico. Quando la propria vita è scandita da impegni ad altri poco chiari, quando le proprie esigenze sono il silenzio e lo scomparire dalla vista, quando un passato incancellabile fa della propria immagine un fantasma quasi trasparente è assai difficile vivere. Ancora più complesso è l’essere amati, se l’abitudine all’interazione è sparita.
Ma amare ha le proprie conseguenze, e, se proprio non se ne può fare a meno, queste vanno seguite fino in fondo.

Questa pellicola sta tutta lì, nell’appunto scritto dal metronomo umano Titta Di Girolamo. Progetti per il futuro: Non sottovalutare le conseguenze dell’amore. E per il cinquantenne Titta, che di faceto ha solo il nome, come annuncia il suo voice over, l’amore si manifesta negli occhi di Olivia Magnani, occhi verdi, profondi, nei quali perdere la propria anima, o forse nei quali poterla ritrovare.
le conseguenze dell'amore
Toni Servillo dà la propria anima al suo personaggio, lo fa muovere in un Canton Ticino freddo come il ghiaccio, al pari di un metronomo umano, senza orologio al polso, tanto il ritmo della sua vita è scandito dall’arrivo di una valigia, accompagnata da una donna misteriosa in un impermeabile così anni ’40 da sembrare aver sbagliato posto. E quella valigia va consegnata ad una banca, una valigia ovviamente piena di denaro… non suo, certamente, ma foriero di tentazioni, specie quando l’amore ci mette lo zampino.

Sinuoso il ritmo, lento, ma mai noioso. Scandito da un insieme di musiche perfettamente scelte e composte: a volte fatte di strumenti classici, come i violini sullo stile di Requiem for a Dream in un finale magnifico, o da argute composizioni elettroniche, a far da contrappunto sincopato al ritmo uniforme della vita del commercialista.

E Servillo attraversa il film con la scimmia sulla spalla, una dipendenza regolare da non sembrare nulla di diverso da un farmaco. Stupendo lui, sigaretta sempre in bocca, faccia da poker e poche parole, sempre teso a capire cosa accade con la propria mente quando è il suo cuore a far sbandare la sua vita. Non altrettanto brava la nipote di Anna Magnani, ma il confronto con il teatrante Servillo sarebbe impietoso per tutte le attrici italiane. Quello che la rende perfetta è la sensualità che si scopre a poco a poco, facendo crescere nello spettatore lo stesso desiderio che nasce in di Girolamo, un desiderio a metà strada tra il cuore e gli organi genitali, un desiderio di stomaco.

Sorrentino gira un noir folle per questi tempi. Una pellicola che viene dritta da epoche lontane, epoche nelle quali bastava accennare e non era necessario spiegare ogni dettaglio, così vicino sia agli anni d’oro dello studio system hollywoodiano e anche al miglior cinema d’autore italiano. Il regista, insomma, compone un film alieno dai nostri tempi, tanto bello da diventare quasi subito immortale negli occhi di chi lo guarda, di quei pochi fortunati che si trovano ad assistere a questo piccolo miracolo.
le conseguenze dell'amore
Uscito dal Festival di Cannes in sordina, spero sinceramente che possa avere successo. Sarà difficile, visto che il cinema oggi è vittima di molto complicazioni. Ma, sinceramente, questo è uno dei pochi film che mi fanno invidiare davvero di tutto cuore le straordinarie abilità di un autore. Scrittura perfetta, senza sbavature, con delle battute da mandare a memoria in un lungometraggio da vedere e rivedere. Messa in scena assolutamente ispirata, debitrice negli angoli di ripresa e nell’illuminazione a quei tecnici che erano nati dall’espressionismo tedesco e, in fuga dalla Germania nazista fotografavano le scene dei noir anni ’40. Per questo particolare nota di merito va a Luca Bigazzi, ottimo direttore di una fotografia che nutre costantemente l’opera di significati e suggestioni.

In sintesi, potrei prendere un abbaglio, ma questo è uno dei film più belli degli ultimi anni, non solo all’interno del solitamente asfittico cinema italiano. Sorrentino osa il film di genere, volendo parlare di altro. E’ questo che fanno i grandi autori. Dopo un’opera prima non troppo convincente, L’uomo in Più, qui trova la sua perfetta dimensione.
Una pellicola che non mi stancherò mai di rivedere.

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