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Aristotele
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Oct 12 2004

La Trilogia dei Colori

Neve di Maxence Fermine

di Alberto Amorelli

Nient'altro che del bianco cui badare

Neve“Padre” disse il mattino del suo compleanno, in riva al fiume argentato, “voglio diventare poeta”.
Il monaco aggrottò la fronte in modo quasi impercettibile ma tuttavia rivelando una delusione profonda. Il sole si rifletteva nelle increspature dell’acqua. Un pesce-luna passò tra le betulle e poi svanì sotto il ponte di legno.
“La poesia non è un mestiere. E’ un passatempo. Le poesie sono acqua che scorre. Come questo fiume.”
Yuko tuffò lo sguardo nell’acqua silenziosa e lesta. Poi si voltò verso il padre e disse:
“E’ esattamente quello che voglio fare. Imparare a guardare il tempo che scorre.”


Il primo libro della Trilogia dei Colori di Maxence Fermine è un romanzo lieve e leggero come il suo nome, Neve.

In un Giappone feudale idealizzato e cristallizzato nella sua bellezza e nella sua spiritualità, il candore dell’inverno accompagna la crescita artistica e interiore del protagonista, il giovane Yuko Akita.
Yuko vuole diventare poeta e scrive numerosi haiku, il tradizionale componimento giapponese, una breve poesia di tre versi e diciassette sillabe Non una di più. Tutti i suoi haiku sono meravigliosi, tuttavia il giovane percepisce che ai suoi componimenti manca ancora qualcosa.
Le sue opere sono prive di colore, bianche come la neve. La poesia, invece, deve essere anche pittura. Il giovane poeta per essere completo deve apprendere anche i segreti della pittura, solo così potrà dare ai suoi haiku il colore che manca loro. Yuko deve partire diretto verso il sud del Giappone dove vive un vecchio uomo, Soseki, un pittore.
Qui Yuko apprenderà che il colore non è all’esterno., ma è dentro ognuno di noi, solo la luce è esterna.
L’apprendimento del giovane poeta sarà lungo e il confronto con Soseki ,e il suo passato, illuminante.
Yuko, finalmente consapevole della sua interiorità, tornerà tra i monti dell’Hokkaido deva sarà finalmente maturo per decidere dove lo scorrere del fiume lo porterà.

Neve più che un romanzo, vista la brevità e l’ essenzialità della narrazione, è un’esperienza interiore. Un’illuminazione per ogni lettore. Il suo perfetto candore multicolore aiuta a comprendere il senso stesso del nostro essere.
Lasciatevi sopraffare dalla divina lievità della neve.

E si amarono l’un l’altro
Sospesi su un filo
Di neve.




Consigli per gli acquisti: non può mancare nella vostra libreria.

Scritto da: Alberto Amorelli

Data: 12-10-2004

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