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sptntz: dalla finzione alla cronaca
Sfida all'imbecillità
La coscienza di vivere... l'incoscienza di morire

Da "Il Resto del Carlino" Ed. Nazionale del 19 marzo '02
SFIDA MORTALE AL TRENO
SARZANA — Hanno sfidato la morte. Per gioco. Un gioco assurdo, ripetuto più volte, in una specie di roulette russa dove al posto della pistola c'era il treno. Protagonisti cinque ragazzini — già identificati — tutti studenti di scuola media di età compresa fra i tredici ed i quattordici anni. La sfida con la morte è iniziata venerdì scorso, attorno alle 16. Tutti e cinque si sono sdraiati sui binari della linea La Spezia-Pisa, nei pressi della stazione di Luni. Aspettavano l'arrivo del treno senza muoversi; quando lo vedevano sopraggiungere, subito dopo la curva, ed imboccare il lungo rettilineo, a turno scappavano. Una specie di prova di coraggio. Il vincitore, neppure a dirlo, quello che fuggiva per ultimo. Forse in palio c'era anche qualche piccolo «premio»: gettoni per i video-game, le prime sigarette. Soprattutto c'era l'orgoglio di aver dimostrato di essere il più coraggioso del gruppo. E l'hanno ripetuta due-tre volte quella sfida, nella stessa giornata, uscendo, per fortuna, tutti vincitori. Poi sono tornati tranquillamente a casa, a fare i compiti.
Forse non si rendevano conto di giocare con la loro vita due volte: oltre a sfuggire al treno che stava sopraggiungendo rischiavano infatti di essere travolti, mentre stavano scappando, da un altro convoglio che avrebbe potuto passare sulla linea opposta. Non hanno messo in conto neppure di perdere l'equilibrio su uno dei tanti sassi che si trovano fra le rotaie. Forse quell'assurda «gara» l'avevano vista in qualche film ed hanno voluto provare. Hanno trascorso tutto il pomeriggio a fare quell'incredibile gioco.
Poi sono ritornati sabato. Ed hanno ripetuto l'identico copione. Sdraiati sulle rotaie e via. Era difficile vederli. I muretti che delimitano l'Aurelia dalla ferrovia impediscono infatti agli automobilisti di scorgere qualcuno sulla linea ferrata. Chissà per quanto avrebbero continuato; con tutta probabilità finché una tragedia, sempre in agguato in casi del genere, non avesse drammaticamente posto fine al loro passatempo «da eroi». Per fortuna è andata diversamente. Forse ancora non se ne rendono conto, ma quei cinque ragazzi devono la vita ad una donna che ha casa vicino al luogo scelto dagli studenti per le loro bravate. Era sul terrazzo ed ha visto tutto. Li aveva notati girovagare sui binari quei ragazzini; li aveva visti correre lungo la ferrovia già venerdì passato. Ma non si era accorta che si sdraiavano sui binari. Sabato, inorridita, li ha invece visti proprio stesi sulle rotaie. Ha urlato, ha chiamato altre persone, ma quei ragazzini presi dal loro gioco con la morte non l'hanno neppure vista e sentita. Sono rimasti tutti immobili. Qualcuno — chissà — ha pensato ad un suicidio collettivo. Poi i testimoni increduli, quando hanno visto il treno arrivare, accorgendosi che ad uno ad uno i ragazzini si alzavano e fuggivano, hanno capito ed hanno avvertito subito i carabinieri. Una pattuglia del nucleo radiomobile di Sarzana si è precipitata sul posto, i ragazzini sono stati identificati e sono state avvertite la famiglie. Pare che non ci saranno provvedimenti contro di loro. Hanno messo a repentaglio la loro vita per una dimostrazione di coraggio, questo sì.
di Carlo Galazzo

RISCHIARE LA PELLE PER SENTIRSI PIÙ FORTI
FIRENZE — Rischiare la pelle, per far credere agli altri d'esser forti. E' un gioco stupido quanto l'uomo, e come tale vanta infiniti precedenti. In epoca mitologica, lo si faceva perché «chi muore giovane è caro agli dei». In epoca romantica perché «solo la morte può dare senso alla vita». Gabriele d'Annunzio (nella foto), forse per esorcizzare il complesso dell'altezza, si lanciava in mare con la bicicletta dal molo di Viareggio, e si sentiva più «vate» che mai. Oggi i giochi pericolosi si importano direttamente dagli Stati Uniti, dai film di Hollyvood, dalle soap opera. E per questo sono sempre più stupidi, e sempre più pericolosi.
CORSA VERSO IL BURRONE. E' il più antico fra quelli dell'età moderna. Negli anni Cinquanta fu divulgato dal mitico James Dean di «Gioventù bruciata». Nelle sue varianti il burrone può essere sostituito da un muro, da un'auto che viene in senso contrario, da un passaggio a livello. A Firenze e Prato, gli anni scorsi, molti giovani hanno voluto provarlo.
IN ATTESA DEL TRENO. E' diffuso un po' ovunque. Consiste nell'attraversare i binari quando arriva il convoglio. Nelle versioni hard ci si sdraia sui binari o addirittura ci si lega alle traversine.
IN MEZZO ALLA STRADA. E' la follia che un film americano «The program», diffuse nel mondo. Il protagonista si sdraia sull'asfalto, accende una sigaretta e aspetta che passi una macchina.
SLALOM SUI TETTI. La moda arrivò dal Sud America. I ragazzi delle favelas salivano sui tetti dei treni in movimento, e ci correvano sopra.
SOSPESI NEL VUOTO. Consiste nell'attraversare spazi vuoti ad altezze da capogiro. E' tipico delle metropoli americane. Ma nel '95, a Castelfranco di Sotto, alcuni giovani lo importarono fin qua, utilizzando travi di ferro larghe venti centimetri che, durante la costruzione di un ponte, attraversavano l'Arno.
GARE D'AUTO. A Bologna si concluse con una tragedia: due anni fa una ragazza fu travolta e uccisa mentre gli altri si sfidavano in velocità attorno ad una rotonda.
m. n.

selezionato da alessandro zangara



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25-09-2003
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