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Shall We Dance?
La storia di un avvocato insoddisfatto della propria vita diventa un inno alla passione per il ballo da sala.
Un prevedibile successo.
Shall We DanceCATEGORIA: Flatline

John Clark è un avvocato di Chicago consapevole che la sua vita è quasi perfetta. Ama la bella moglie, ha ottenuto successo nel lavoro e ha due figli meravigliosi. Eppure la giornata lavorativa segue sempre la stessa routine, il viaggio di andata e ritorno è estenuante e c’è sempre troppo da fare per godersi la famiglia. Talvolta John si domanda se è tutto qui, fino a che una sera, mentre sta tornando a casa dal lavoro, scende dal treno e fa una cosa impensabile. Senza dire niente a nessuno, osa realizzare un sogno e si iscrive a un corso di ballo. Improvvisamente si ritrova in un mondo completamente nuovo, un mondo di fisicità, musica, solidarietà e passione.

E’ sempre difficile scrivere qualcosa su film come Shall We Dance?.
Prima di tutto perchè si tratta di pellicole dedicate ad un pubblico che va al cinema col preciso intento di non farsi sorprendere, sapendo cosa vuole vedere e pretendendo di ottenerlo, anche se non nella sua forma migliore. Quasi inutile insomma cercare di consigliare o sconsigliare...
In secondo luogo, è difficile scrivere di un film come Shall We Dance?...perchè non c’è molto da dire...

Ma proviamo lo stesso.
Personalmente adoro i film in cui la gente balla. Cioè, il film al tirare delle somme può anche non piacermi, ma non riesco mai a staccare gli occhi da una sequenza di ballo.
Il ballo al cinema è una dolce tortura, vorresti partecipare, ma sei costretto a stare fermo nella tua poltrona. Fisicamente potresti alzarti in piedi e dare libero sfogo alla tua voglia di movimento, ma non lo fai perchè immediatamente pensi a ciò che penserebbero gli altri spettatori di te...
Il ballo al cinema è qualcosa di profondamente sovversivo, in maniera elementare, che si scontra con il livello più semplice di percezione della propria “Faccia Sociale”.
E’ in quel momento che ti rendi conto di quanto vorresti essere libero.
Shall We Dance
Shall We Dance? si basa proprio su questo. Gere è un marito innamoratissimo ma annoiato, e la Lopez il suo sogno. La vede guardar fuori dalla finestra della scuola di ballo, e decide di entrare guidato da null’altro che l’istinto. Che lo porta alla ricerca di qualcosa che mai avrebbe immaginato di desiderare.
Si tratta però di una commedia ultra mainstream che alterna momenti divertenti ad altri di imbarazzante sciatteria. Gli attori spesso sembrano diretti con poco polso, troppo liberi e costretti ad improvvisare fingendo un divertimento mai troppo credibile.
La crisi del protagonista, in fondo, resta solo un pretesto iniziale, e il ballo non ne diventa mai veramente metafora. E anche se fosse, l’oggetto del desiderio, quello vero, è raggiungibile facilmente.


Frank n' FurterMentre il film prosegue, tranquillo, senza risvegliare emozioni primordiali, viene da chiedersi cosa avrebbe potuto essere in mano, ad esempio, a Baz Luhrmann...
Proprio il suo Ballroom è la prima cosa che viene alla mente appena questa comincia ad annoiarsi e a cercare pensieri più godibili. Recuperatelo se potete. E’ una meraviglia ultrapop dedicata ai balli da sala!
Ma ci sono tante altre sequenze a cui fatico a resistere: il balletto sul materasso in Delicatessen, Christopher Walken nel video di Spike Jonze Weapon of Choice, ovviamente Uma e Travolta in Pulp Fiction, Nanni Moretti e Silvana Mangano in Caro Diario, Jamie Lee che sorprende il suo stesso marito in True Lies, Zhang Ziyi che incanta Kaneshiro in House of Flying Daggers, i due protagonisti del coreano My Sassy Girl vestiti con la vecchia divisa scolastica ad una festa in discoteca, Penny Lane che balla da sola nella versione extended di Almost Famous, Salma Hayek in Dal Tramonto all’Alba, Alex “singing in the rain” in Arancia Meccanica, il ballo dell’aristocrazia in Arca Russa, Rebecca Romijn in tutto Femme Fatale di De Palma, tutto tutto tutto il Rocky Horror Picture Show....sogni d’oro!

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