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Aristotele
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Nov 12 2004

Holmes ante litteram

Aristotele e il giavellotto fatale di Margaret Doody

di Alberto Amorelli

Un giallo storico-filosofico

Aristotele e il giavellotto fatale “Certo”, mi disse Aristotele, “il mio nuovo cappello mi ripara dalla pioggia, questo sì, ma a quanto pare l’acqua si accumula e poi cade dritta sul mulo, e a lui non fa certo piacere”.
Per chiarire il concetto, il filosofo mosse la testa; un ruscelletto d’acqua si riversò fuori dal petaso a tesa larga e piovve a cascata sul collo del mulo. L’animale si agitò con fare sdegnato e puntò le zampe sulla strada.





Intrigante, semplice, intelligente e scorrevole.
Un vero e proprio divertissement questo secondo libro della scrittrice canadese. Come era successo per il precedente, Aristotele Detective, anche in questo libricino la Doody inserisce il celebre filosofo in un giallo di Doyleana memoria. Un omicidio da risolvere.
Aristotele e l’inseparabile Stefanos, veri e propri Holmes e Watson ante litteram, sono in visita al Ginnasio dell’amico Arcandro, per andare a trovare Meno, il fratello di un allievo del filosofo.
Giunti sul luogo, e fatti accomodare da Arcandro, fanno la conoscenza di due padri dei ragazzi al Ginnasio; Lisimaco, ex-scalpellino arricchito, padre di Sogene, di cui è orgogliosissimo e Turibolo, membro di una nobile famiglia ateniese, padre di Milziade.
Mentre Aristotele e tutto il gruppo di ospiti del ginnasio si stanno recando a seguire gli allenamenti di lancio del giavellotto accade l’impensabile. Un giovane studente, accorre dal maestro Arcandro portando notizie di sventura: un ragazzo è morto colpito accidentalmente da un giavellotto durante l’allenamento.
Tutti accorrono nella palestra, ma è troppo tardi: Sogene giace morto trafitto dal giavellotto di Milziade!
Incidente? Omicidio? Perché il giovane sfortunato si è trovato sulla traiettoria dell’arma? Chi era vero amico di chi?
A rispondere a questi quesiti e a dare un volto al colpevole è chiamato proprio il nostro filosofo, Aristotele.
Con la sua solita intelligenza e arguzia il filosofo, esaminando i fatti ed interrogando tutti e cinque gli studenti presenti alla tragedia risolverà brillantemente anche questo caso; garantendo all’addolorato Lisimaco giustizia.
Strano oggetto questo minimale libro di Margaret Doody, la scrittrice con una prosa limpida, accattivante e totalmente aderente alla realtà storica ci racconta un Aristotele diverso, come mai lo avevamo visto, un vero e proprio detective vecchio stile, padre del ragionamento deduttivo.
L’intelligenza della scrittrice ci appare in tutta la sua chiarezza quando un semplice elemento, rimasto in scena per tutto il dipanarsi della vicenda, nel finale assume un’importanza totalmente imprevista e diventa lo strumento attraverso il quale il filosofo risolve questo spinoso caso.
La Fisica di Aristotele, ed il suo utilizzo pratico, è il principio cardine di questa vicenda.
Assolutamente da recuperare anche gli altri tre romanzi (proprio questo novembre dovrebbe uscire il quinto e ultimo di questi romanzi, Aristotele e il veleno in Atene) della Doody che hanno come protagonista questo insolito detective.






Scritto da: Alberto Amorelli

Data: 12-11-2004

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